MINORI. L’Ue prepara una strategia contro il lavoro minorile

"Nel 2005 l’Oil ha stimato che 2,45 milioni di persone nel mondo erano vittime della tratta degli esseri umani; il 43% di queste erano vittime dello sfruttamento sessuale e il 32% dello sfruttamento sul lavoro. I minori rappresentano quasi il 50% di queste vittime". A ricordare questi dati allarmanti è stato il vicepresidente della Commissione Ue Jacques Barrot, sottolineando l’importanza del tema del lavoro minorile che sarà al centro della quarta riunione del Forum europeo sui diritti dei minori. Purtroppo nessun paese è risparmiato da questa piaga che esiste ovunque, non soltanto nella parte di mondo in via di sviluppo.

L’Organizzazione Mondiale del Lavoro stima che sono oltre 250 milioni i bambini tra i 5 e i 14 anni che lavorano, e di questi 120 milioni lavorano a tempo pieno e 126 milioni senza alcuna misura di sicurezza. I tre grandi settori investiti dal fenomeno del lavoro minorile sono l’agricoltura, l’industria e i servizi; in Europa, come nel resto del mondo, lo sfruttamento minorile include anche lo sfruttamento sessuale a fini commerciali, lo sfruttamento dei minori per attività illecite, la tratta dei bambini e la schiavitù dei minori, soprattutto di quelli di strada.

"L’Europa deve vegliare affinché i diritti dei bambini e i diritti dell’uomo in generale siano presi seriamente in considerazione quando si elaborano e si mettono in atto le nostre politiche – ha aggiunto Barrot – La comunicazione della Commissione Ue sul "programma di Stoccolma" indica senza ambiguità che dobbiamo continuare ad elaborare una strategia europea ambiziosa sui diritti dei minori. Credo che bisogna avere un’attenzione particolare ai fenomeni della violenza e della povertà, così come a tutti i contesti che mettono i minori in condizioni di vulnerabilità, come anche l’immigrazione".

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