MINORI. Lampedusa, Save the Children: il 60% scappa dalle comunità ed è a rischio sfruttamento

I minori stranieri non accompagnati ospitati nelle comunità alloggio in Sicilia sono stati 1860 da maggio 2008 a febbraio 2009 ma il 60% è fuggito dai centri: sono 1119 minori, soprattutto egiziani, eritrei e somali. Fino a 400 minori sono passati in comunità che ne potevano ospitare solo poche decine. E soprattutto i minori non accompagnati che vengono dall’Egitto cercano subito percorsi lavorativi perché devono ripagare il debito contratto dalle famiglie con i trafficanti per farli arrivare in Europa. Sono i dati resi noti da Save the Children nel rapporto "L’accoglienza dei minori in arrivo via mare", che domani sarà discusso in un incontro con istituzioni e rappresentanti della società civile.

Nello stesso periodo, a Lampedusa sono sbarcati 1994 minori non accompagnati e 300 accompagnati. Sono soprattutto ragazzi fra i 16 e i 17 anni provenienti da Egitto (27,9%), Nigeria (11,6%), Palestina (11,5%), Eritrea (10%), Tunisia (9,2%), Somalia (7,2%) e Ghana (6,3%). 1119 si sono allontanati dopo il collocamento nelle comunità, mentre circa 200 ragazzi fra novembre e dicembre sono stati trasferiti in strutture non destinate all’accoglienza dei minori. I giovani che fuggono dalle comunità, denuncia Save the Children, versano in condizione di particolare vulnerabilità e rischiano di finire in circuiti di sfruttamento lavorativo: degli oltre mille che si sono allontanati solo 65 avevano già ottenuto l’apertura della tutela (condizione necessaria per ottenere il permesso di soggiorno) mentre risulta che solo 12 avessero il permesso di soggiorno.

"Un numero di fughe così elevato – commenta Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia – è da imputarsi al peggioramento delle condizioni di accoglienza in comunità, ma anche alla mancanza di informazione sulle opportunità che la legge italiana può offrire a questi ragazzi, nonché di chiari percorsi formativi e professionali per i minori."

Le comunità alloggio siciliane monitorate sono state 39 e hanno accolto mediamente più di 50 minori per struttura, anche se in alcune comunità ne sono addirittura transitati centinaia – tra i 150 e i 400 – con un vorticoso avvicendamento nelle strutture. "Il territorio siciliano assorbe interamente il flusso dei minori che arrivano via mare a Lampedusa, con conseguenti problemi di sovraffollamento nelle strutture atte all’accoglienza, sia rispetto ai posti disponibili che rispetto al limite massimo consentito dalla normativa. Inoltre, le comunità vengono finanziate dalle Prefetture fino all’apertura delle tutele, successivamente dagli enti locali che spesso hanno problemi di fondi – spiega Valerio Neri – Da un lato il sovraffollamento, dall’altro i problemi di copertura finanziaria si traducono nell’abbassamento degli standard di accoglienza proprio nei luoghi che, al contrario, dovrebbero rappresentare per molti ragazzi l’inizio di un percorso di integrazione, adeguata protezione e tutela dei loro diritti".

Comments are closed.