MINORI. Milano, inaugurata la prima Culla per la Vita per i neonati abbandonati

Una mano anonima che depone un fagotto contenente un neonato in un congegno moderno, ma simile al meccanismo della ruota degli Esposti in funzione sin dal 1300. E’ con la potenza evocativa di questa immagine che è stata inaugurata infatti oggi alla Clinica Mangiagalli di Milano la Culla per la Vita, uno strumento innovativo in grado di salvaguardare sia l’anonimato della madre sia la salute del bambino, donato alla città di Milano, grazie alla generosità dell’Associazione Venti Moderati e alla collaborazione della Fondazione Irccs Ospedale Maggiore Policlinico.

La Culla per la vita, dotata di un video interno, è la prima operativa a Milano ed è stata progettata e realizzata in sei mesi da un pool composto unicamente da aziende milanesi.

"Abbiamo voluto e realizzato questo progetto per tutelare attraverso questa donazione il diritto all’infanzia sin dai primi momenti di vita del bambino" ha dichiarato Ferdinando Acunzo, presidente dell’associazione Venti Moderati e imprenditore milanese, sottolineando come la culla, operativa già da oggi, simboleggi meglio di tante parole i valori dell’accoglienza e della laboriosità milanese.

Secondo l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano, Mariolina Moioli, presente all’inaugurazione alla Clinica Mangiagalli, questa versione moderna della Ruota degli Esposti è la risposta solidale della città a chi è costretto a compiere una scelta drammatica come quella di abbandonare il proprio bambino.

"Anche se per Milano l’abbandono infantile non è una piaga, la prevenzione è sempre importante. Questa della Culla per la Vita una bella idea, anche se ci auguriamo che non venga mai utilizzata".

Nel corso del 2006 in tutta Milano sono 51 i bambini non riconosciuti dai genitori. Secondo Fabio Mosca, direttore dell’unità di Neonatologia e Terapia intensiva della Mangiagalli, sui 6mila neonati partoriti nella clinica da lui diretta, solo 14 non sono stati riconosciuti. "E’ importante far sapere alle madri in difficoltà che ci sono in ogni caso diverse alternative prima dell’abbandono del neonato", ha concluso il professor Mosca.

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