MINORI. Milano vieta gli alcolici ai minori di 16 anni. Cosa pensano i Consumatori?

Un’ordinanza del Comune di Milano ha vietato il consumo di alcolici ai minori di 16 anni. L’ordinanza, fortemente voluta dalla giunta Moratti, parte oggi i giovani sotto i 16 anni non potranno acquistare né consumare alcolici in strada o nei locali pubblici pena contravvenzioni che potranno arrivare fino ad un massimo di 450 euro, 500 se non si paga la multa entro 5 giorni.

"E’ una modalità di intervento che può effettivamente far conoscere alle famiglie l’aumento del fenomeno, come ormai denunciamo da tempo" ha commentato di Lucia Moreschi, responsabile nazionale del Dipartimento Junior del Movimento Difesa del Cittadino. "Resta il fatto – continua Moreschi – che una forma restrittiva, da sola, non possa avere una valenza educativa sull’abuso di alcool tra i minorenni, sono altre le misure da proporre, come la prevenzione e l’aumento della consapevolezza sugli effetti delle bevande alcolica assunte in giovanissima età".

A tal proposito la responsabile di MDC Junior ricorda il progetto"Bere moderato!", diffuso già lo scorso anno in diverse scuole della Lombardia e d’Italia, realizzato in collaborazione con altre associazioni di tutela dei consumatori, quali Confconsumatori e Movimento Consumatori, con lo scopo di orientare i giovani cittadini verso consumi e stili di vita consapevoli e responsabili. Fornendo anche informazioni, ai più, sconosciute: in giovanissima età l’apparato digerente non ha completato la maturazione del sistema enzimatico che "smonta" l’alcol e il consumo di qualsiasi bevanda alcolica espone l’organismo dei ragazzi ad elevati rischi, come la compromissione di organi vitali dal sistema nervoso centrale, a fegato, reni e cuore.

"Proponiamo, quindi, che gli eventuali proventi delle sanzioni vengano investite in progetti educativi e campagne di informazione capillari, rivolte soprattutto ai minorenni – conclude Lucia Moreschi – per noi, questa è la strada principale da percorrere".

Il Movimento Difesa del Cittadino di Palermo ha inviato ai Sindaci dei comuni e delle provincie siciliane la richiesta di "limitare la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche ai minori di sedici anni", prendendo la stessa decisione del Sindaco di Milano, Letizia Moratti per tutelare la salute dei giovanissimi.

Nell’ambito del progetto "Brindo alla Vita", già lo scorso anno, MDC con il supporto dei dirigenti scolastici degli istituti superiori, gli enti e le associazioni che operano nel campo della prevenzione dell’uso e abuso di sostanze alcoliche tra i giovani, ha raccolto l’allarmante dato sull’uso di bevande alcoliche diffuso anche tra i minori di 14 anni.

"Il problema dell’uso smodato degli alcolici tra i minori – ha detto Giuseppe Messina, Presidente di MDC Sicilia – non riguarda solo un singolo comune. Ciò che sarà proibito a Caltagirone, sarà invece possibile in tutti i paesi dell’hinterland e questo si potrebbe trasformare in un nuovo fenomeno di migrazione notturna di molti giovani verso i Comuni limitrofi alla Città, aumentando così anche il rischio di incidenti stradali notturni. Per questo è necessario adottare e prevedere al più presto politiche integrate e comuni". "Sia chiaro – prosegue il presidente di MDC – che non è nostra intenzione vietare divertimento e svago ai teenager, ma tutelare la salute dei giovani e prevenire incidenti di cui spesso si rendono protagonisti. Proprio per questo motivo, a settembre la seconda sezione della campagna sull’uso degli alcolici tra i minorenni, si occuperà anche del tabagismo tra gli adolescenti. "Brindo alla vita perché non vada in fumo", sarà infatti una iniziativa che per il secondo anno analizzerà il rapporto che i ragazzi hanno con l’alcool, ma allo stesso tempo esaminerà la diffusione e i motivi che spingono gli adolescenti a fare uso della sigaretta".

"Non siamo totalmente contrari alle nuove disposizioni del Sindaco Moratti. L’alcol è una sorta di stampella sociale, è un fenomeno in costante aumento soprattutto tra i giovanissimi ed è giusto che si prendano provvedimenti atti ad arginare il fenomeno" dichiara Ivano Giacomelli Segretario Nazionale del CODICI- Centro per i Diritti del Cittadino. L’uso di alcol in Lombardia segue purtroppo il trend nazionale: secondo i dati istituzionali il 19 per cento dei minori, tra gli 11 e i 15 anni, fa uso di alcol e su 100 adolescenti, 7 sono a rischio.

"Ribadiamo però che nonostante l’ordinanza ancora nullaè stato fatto per il distributore automatico "pane e vino" di via Cadibona – prosegue Giacomelli – la nostra Associazione è ancora in attesa di risposte dal Comune tant’è che ha intrapreso, a tal proposito, una battaglia legale".

Il CODICI ha infatti presentato ricorso contro la permanenza del distributore automatico, inoltrando un Esposto alla Procura per chiedere di indagare su alcune violazioni alla normativa. Il punto vendita, in funzione 24 ore su 24, viola i diritti e gli interessi collettivi, tra l’altro non possono esserci verifiche sulla età degli acquirenti.

Da sempre il Comune ha risposto che tutto era in regola per il distributore e nonostante l’amministrazione abbia al vaglio l’ordinanza che vieta il consumo, la somministrazione e la vendita di alcolici ai minori di 16 anni, non prende in considerazione la questione "pane e vino". "L’articolo 13 della legge regionale 30/2003 recita che è vietata la somministrazione tramite distributori automatici di qualsiasi bevanda alcolica – continua Giacomelli – quindi anche il distributore in questione non può essere considerato in regola".

 

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