MINORI. Pacchetto sicurezza, i commenti delle associazioni

Le associazioni impegnate nella difesa dei diritti di bambini e adolescenti MDC Junior, Telefono Azzurro e Save the Children, hanno accolto nel complesso favorevolmente le nuove norme a tutela dei minori varate dal Consiglio dei Ministri. Tra le principali misure contenute nel pacchetto sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri, l’attenzione del Dipartimento Junior del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) va alla previsione di pena di reclusione da uno a tre anni per chi adesca minori su Internet o con altri mezzi di comunicazione, come i cellulari.

"Percepiamo attenzione su vecchi e nuovi problemi che insidiano i nostri figli – commenta Lucia Moreschi, responsabile nazionale MDC Junior – Le norme varate dal Consiglio dei Ministri ci pongono nella direzione di un paese veramente civile, che non accetta nessun tipo di sfruttamento e abuso per gli individui più giovani della propria società, ma non lasciamo mai soli bambini davanti a tv, computer e magari con un cellulare in mano".

Quest’ultimo è un problema sollevato da tempo dall’associazione di consumatori impegnata, come reso noto nell’ultimo Rapporto Baby Consumers, nel monitoraggio dei rischi determinati da un uso improprio e inconsapevole delle nuove tecnologie da parte di bambini ed adolescenti.

Altra misura che vede il benestare del Movimento Difesa del Cittadino è l’introduzione del reato di impiegare i minori in accattonaggio, su cui, però, esprime il proprio commento critico Save the Children (favorevole invece alle norme sull’adescamento dei minori su Internet): "Il nodo che sembra non essere sciolto riguarda le sorti dei minori, nel caso in cui, ad esempio, le persone arrestate siano i genitori. È fondamentale definire, caso per caso, i confini tra il grave sfruttamento e altri fenomeni, come ad esempio l’impiego di minori in attività di mendicità all’interno di un’economia di tipo familiare senza che i genitori siano responsabili di violenze, maltrattamenti o gravi negligenze. Solo in tal modo si potranno adottare misure che guardino effettivamente al superiore interesse del minore e la perdita della potestà di genitore, in tal senso, non deve essere utilizzata come pena per gli adulti, poiché a volte può provocare danni più gravi e irreparabili per i minori stessi".

Il presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo, esprime soddisfazione per diverse norme: dall’equiparazione della pedofilia e della violenza sessuale ai reati di terrorismo e mafia, alla punibilità con pene fino a 3 anni per chi intrattiene relazioni, anche via Internet, con un minore per sedurlo o sfruttarlo sessualmente; all’introduzione di una nuova fattispecie di reato, ossia l’impiego di minori nell’accattonaggio punita con la reclusione fino a 3 anni. L’associazione è particolarmente soddisfatta per le nuove pene accessorie che prevedono la perdita della potestà del genitore nel caso in cui i reati di riduzione o mantenimento in schiavitù e di tratta, siano commessi rispettivamente dal genitore o dal tutore e per la maggior tutela alle vittime di maltrattamenti in famiglia, con un’aggravante specifica per i reati a danno dei minori di 14 anni.

Secondo i dati di Telefono Azzurro, nel 78,9% dei casi gli abusi di carattere sessuale, fisico o psicologico avvengono nel contesto familiare e di conoscenza del bambino. Molte delle chiamate che arrivano al numero destinato agli adulti provengono infatti da amici e conoscenti dei genitori dei bambini, spesso in forma anonima.

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