MINORI. Parlamento Ue chiede più sicurezza per i videogiochi, anche on line

I videogiochi possono stimolare l’apprendimento dei bambini e possono essere anche una efficace terapia nella riabilitazione di pazienti che hanno subito traumi cerebrali o degli autistici. Ma dietro di essi si nascondono molti pericoli, individuabili nella violenza e nell’assuefazione, quindi vanno controllati.

E’ quanto chiede oggi il Parlamento europeo, approvando la relazione del parlamentare olandese Toine Manders, in cui si sostiene la necessità di trattare con precauzioni l’impatto dei giochi sul comportamento dei minori.

Il Parlamento sostiene l’adozione di norme di etichettatura armonizzate a livello comunitario per i videogiochi e chiede di inserire un’avvertenza sonora nel sistema paneuropeo d’informazione sui giochi (PEGI), che è già "uno strumento importante" per consentire ai genitori di scegliere giochi adatti ai bambini. Propone poi di esaminare il vantaggio di predisporre un "bottone rosso" da poter installare nelle console (mobili) oppure nei dispositivi di gioco e nei computer, "che sia in grado di bloccare un certo gioco o che possa controllare l’accesso al gioco a certe ore o ad alcune parti del gioco".

Un altro fenomeno da non sottovalutare è il ricorso a giochi acquistati e scaricati da internet, anche nei cyber café, cosa che rende sempre più difficili i controlli dei genitori. Servono, dunque, misure di controllo adeguate per gli acquisti on line, inclusi quelli tramite carte di credito o buoni, e si attendono che il settore professionale dei giochi "integri sistematicamente modelli di accesso per i giochi online in maniera tale che i minori non siano esposti a contenuti nocivi".

Anche perché il 3,2% dei minori tra i 6 e i 17 anni naviga in rete all’interno di Internet café senza alcun controllo da parte degli adulti. Per questo il Parlamento sollecita la Commissione a finanziare ulteriormente il sistema PEGI Online che gestisce i giochi scaricati da internet o online.

Si invita la Commissione ad attuare misure legislative che scoraggino l’uso improprio dei giochi online per attività commerciali sleali, fra cui attività che inducono con l’inganno utenti minorenni ad assumere impegni giuridici (ad esempio attraverso sottoscrizioni automatiche o dialer che impostano connessioni a costosi numeri a pagamento) o che inviano messaggi promozionali anticoncorrenziali come, ad esempio, il product placement o altre tecniche di marketing nascosto (stealth marketing).

Per i deputati è poi necessario organizzare campagne d’informazione e sensibilizzazione nazionali destinate ai consumatori, in particolare ai genitori, per aiutarli a scegliere videogiochi adatti all’età e al livello di conoscenze dei loro figli "evitando prodotti non adeguatamente etichettati". Ma anche per colmare il divario tecnologico generazionale e promuovere i sistemi PEGI e PEGI Online. La Commissione dovrebbe inoltre agevolare lo scambio delle migliori pratiche fra le competenti autorità dell’educazione nazionale in vista di integrare l’alfabetizzazione nel settore dei giochi negli obiettivi educativi della scuola primaria e secondaria.

Comments are closed.