MINORI. Piano straordinario per la prima infanzia: in tre anni 634 milioni di euro

Una strategia di sviluppo di una rete integrata di servizi socio-educativi per la prima infanzia, asili nido, servizi integrativi e nei luoghi di lavoro: è quanto prevede il "Piano di sviluppo del sistema dei servizi socio educativi per la prima infanzia" messo a punto dal Governo, dalle Regioni e dai Comuni. Due gli obiettivi strategici: "attenuare il forte squilibrio fra il Nord e il Sud del paese e promuovere la crescita complessiva del sistema nazionale verso standard europei". L’intervento del Governo attiva e ripartisce risorse per 634 milioni di euro in tre anni. È stata avviata una sperimentazione per l’offerta di servizi per i bambini da ventiquattro a trentasei mesi e dal prossimo settembre ci sarà un incremento immediato di circa 20 mila posti nelle "sezioni primavera", con un investimento che ammonta a 30 milioni di euro: 2000 i progetti ammessi al finanziamento. E circa cento milioni di euro saranno destinati alla sperimentazione di progetti di promozione e misure innovative a sostegno della famiglia che investiranno consultori familiari, assistenti familiari e famiglie numerose. È quanto annunciato oggi a Roma dal ministro delle Politiche per la Famiglia Rosy Bindi.

Per aumentare i posti negli asili nido e arrivare a coprire nei prossimi tre anni dall’11,4% attuale a oltre il 13,5% di media nazionale, accanto ai 340 milioni di euro stanziati dalla Finanziaria 2007 si sono aggiunti 211 milioni che saranno stanziati dalle Regioni del Sud e altri 53 milioni delle regioni del Nord. Dei 340 milioni di euro previsti, 250 saranno ripartiti fra tutte le regioni e 90 saranno destinati a undici regioni che presentano un tasso di copertura inferiore alla media nazionale, ovvero tutte le regioni del sud più Veneto, Friuli e Lazio. Si tratterà dunque di un passo verso gli obiettivi di Lisbona, che prevedono di raggiungere nel 2010 una copertura territoriale del 33%. "Vogliamo realizzare una copertura minima del 6% in ogni regione", ha detto il ministro, spiegando che ad esempio la Campania, una delle regioni più indietro, passerà dall’attuale 1,7% di copertura al 6%. Una sperimentazione di servizi socio educativi per bambini da 2 a 3 anni permetterà inoltre da settembre un incremento di circa 20 mila posti nelle cosiddette "sezioni primavera": l’investimento pubblico ammonta a 30 milioni e sono stati ammessi al finanziamento circa 2.000 progetti. Le risorse impiegate renderanno dunque possibile la realizzazione di oltre 50 mila nuovi posti nel sistema integrato dei servizi socio-educativi per la prima infanzia.

Sono stati inoltre presentati "progetti finanziati per cento milioni di euro" rivolti alla formazione e qualificazione delle assistenti familiari, ai consultori e all’accesso ai servizi per le famiglie numerose. A fine giugno è stata infatti approvata la ripartizione del Fondo nazionale per le politiche della Famiglia previsto dalla Finanziaria 2007: circa cento milioni di euro saranno dunque destinati, afferma il Ministero, "alla sperimentazione di progetti di promozione e misure innovative a sostegno delle famiglie". Modalità e criteri di intervento verranno precisate con specifiche intese da adottare in Conferenza unificata. Nelle aree di intervento ci sono i Consultori familiari (la cui organizzazione favorirà l’evoluzione verso "veri e propri Centri per la famiglia"). Ci sono le assistenti familiari e la qualificazione del loro lavoro con attività di formazione che facciano incontrare meglio l’offerta di lavoro con la domanda che viene dalle famiglie italiane: l’intesa, afferma il Ministero, "prevede la sperimentazione di progetti per la qualificazione del lavoro di cura delle assistenti familiari". Ci sono inoltre le famiglie numerose per le quali le intese "sono destinate a favorire la sperimentazione di iniziative per abbattere i costi dei servizi", quindi acqua, gas, elettricità e servizi sociali, per le famiglie con quattro o più figli.

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