MINORI. Psicofarmaci, ok a legge restrittiva in Trentino. Il commento di Giù le Mani dai Bambini

E’ stata approvata nella Provincia autonoma di Trento la seconda legge (dopo quella del Piemonte) che pone rigidi limiti alle diagnosi di iperattività ed alla somministrazione disinvolta di Ritalin ai bambini. Lo rende noto "Giù le Mani dai Bambini" (campagna italiana per la farmacovigilanza in età pediatrica) che invita anche altre regioni a seguire questa strada. Il provvedimento prevede l’obbligo, in caso di somministrazione di psicofarmaci ai bambini, di raccolta a cura del medico di un consenso informato veramente consapevole da parte dei genitori, che dovranno essere informati su ogni tipo di rischio afferente la terapia.

Il provvedimento, inoltre, riconosce la libertà di coscienza del medico che decide di non prescrivere psicofarmaci al minore, medico che non potrà quindi venir sottoposto a censura professionale di alcun tipo. Previsti infine il divieto di somministrare nelle scuole ‘test psichiatrici’ e l’obbligo per l’Assessorato alla Sanità di monitorare rigidamente le terapie sui minori a base di psicofarmaci, anche mediante una Commissione che includerà associazioni di settore qualificate ad esprimere pareri su queste tematiche

"Una legge innovativa, che prende spunto da quella approvata pochi mesi fa in Piemonte – ha commentato Luca Poma, portavoce nazionale di Giù le Mani dai Bambini- perché pur non ‘mettendo il bavaglio al medico’ istituisce dei principi rigidi di controllo a favore dei cittadini e dei piccoli pazienti: i testi psichiatrici potranno essere somministrati solo nelle strutture sanitarie pubbliche, com’è giusto per evitare l’impropria trasformazione della scuola in anticamera dell’ASL, fenomeno al quale assistiamo con sempre maggior frequenza in tutta Italia".

 

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