MINORI. Psicofarmaci, si riaccende la polemica con il caso Nardò

Si riaccende la polemica sull’impiego di psicofarmaci per tranquillizzare i bambini. Il caso dei piccoli alunni della scuola materna di Nardò (Lecce), nelle urine dei quali sono stati rinvenute tracce di psicofarmaci ipnotico-sedativi ha fatto scatenare commenti e critiche da più parti. In prima linea le associazioni dei genitori che affermano: "Se il prezzo della tranquillità è questo preferiamo dei minori ingovernabili".

In particolare, Angela Nava presidente del Coordinamento Genitori Democratici (CGD), ha commentato: "Attendo l’esito delle indagini, quello che è certo è che siamo esterrefatti dalla disperazione di certi educatori, che ricorrono a strategie criminali. Se il prezzo della tranquillità dev’essere questo, allora preferiamo una società di bambini ed adolescenti apparentemente ingovernabili". Gli fa eco Davide Guarneri, Presidente nazionale di AGE: "sono incredulo, facciamo lavorare la magistratura. Se questi psicofarmaci sono stati somministrati nella scuola, è gravissimo. La chimica non può essere la soluzione di questo genere di problemi".

Luca Poma, Portavoce nazionale di Giù le Mani dai Bambini, ha aggiunto: "abbiamo lanciato un mese fa il sito www.scuolaprotetta.it, proprio per garantire agli insegnanti la possibilità di fare un corso gratuito di formazione a distanza su queste precise tematiche, qualcuno ha detto che il rischio era di creare allarmismo, invece mi pare che ora più che mai sia necessario promuovere iniziative del genere, Nardò è solo il campanello d’allarme di un problema ben più diffuso".

 

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