MINORI. Rapporto Eurispes-Telefono Azzurro, Caffo: “Attenti a bambini e adolescenti”

"Dal 1987, quando è nato Telefono Azzurro, ad oggi i bambini e gli adolescenti sono cambiati: sottoposti a sempre più stimoli, con risorse e opportunità un tempo inesistenti. Ma i genitori e la scuola spesso sono soli nella gestione delle difficoltà che i ragazzi incontrano nella crescita come nelle grandi emergenze. Tra i molti temi affrontati nel Rapporto, quelli del bullismo e dei bambini scomparsi necessitano di risposte immediate" dichiara Ernesto Caffo, fondatore e presidente di Telefono Azzurro in occasione della presentazione dell’8° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza presentato oggi a Roma da Telefono Azzurro e Eurispes.

Secondo l’8° Rapporto Telefono Azzurro- Eurispes sono molti gli adolescenti che dichiarano di subire provocazioni e prese in giro (35,6%), offese (25,8%) e brutti scherzi (19,1%). L’8,7% è vittima di furti di oggetti e cibo, mentre il 5,5% è vittima di furti di denaro. Il 5,2% subisce addirittura percosse.

Per Telefono Azzurro le famiglie e la scuola non possono essere lasciate da sole a gestire queste difficoltà. E’ necessario prevenire, investendo da subito significative risorse economiche nel sostegno alla famiglia, alla scuola, e a tutte le istituzioni che si occupano di bambini e adolescenti, della loro educazione e del loro benessere.

"Per combattere il bullismo – spiega il professor Caffo – bisogna creare un clima positivo all’interno della classe, promuovendo nei giovani competenze prosociali e negli insegnanti capacità di gestione dei conflitti, sensibilizzando tutti a contrastare la violenza, fin dalle prime manifestazioni, anche quando si presenta in forme più sottili e nascoste. Il buon esito di un intervento anti-bullismo dipende anche dalla continuità degli interventi nel tempo: scuole che hanno investito nei progetti a lungo termine, hanno avuto esiti migliori di quelle coinvolte solo per un breve periodo. Ovviamente per questi interventi servono investimenti più ampi di quelli attuali". "E’ evidente infine – conclude il prof.Caffo – che i ragazzi devono essere sempre più attivamente coinvolti nelle riflessioni e nelle scelte che li riguardano".

Per quanto riguarda i bambini scomparsi, "i mass media diffondono allarmi ingiustificati: ne è un esempio, il fenomeno dei bambini rapiti da trafficanti di organi che in Italia è inesistente. La maggior parte delle volte – conclude Caffo – alla fine delle indagini si scopre che ad essere coinvolta è la cerchia familiare o comunque dei conoscenti. Un fenomeno da approfondire maggiormente è quello dei bambini rom. Dei 75.000 censiti solo 13.000 sono iscritti a scuola. Dove sono gli altri? Molti di questi bambini "non esistono". Questo li espone al rischio di tratta e sfruttamento sessuale, accattonaggio e riduzione in schiavitù perché non hanno i diritti di base: salute, istruzione, registrazione anagrafica, sicurezza".

Comments are closed.