MINORI. Rapporto Save the Children: oltre 18 milioni nel mondo le bambine senza educazione

Sui 36 milioni di minori che nel mondo non hanno la possibilità di andare a scuola più del 57% sono bambine. A rivelarlo la pubblicazione dell’organizzazione internazionale Save the Children "Bambine senza parola – Il diritto all’educazione per le bambine nei paesi di guerra" presentata oggi a Torino, in sinergia con la Provincia.

"Questo lavoro – spiega Fosca Nomis, responsabile campagne per Save the Children e curatrice del rapporto – è teso a far capire alla gente che cosa vuol dire per le bimbe del terzo mondo e di tutte le aree in guerra o in dopoguerra ricevere un’educazione. In ben 30 paesi, dall’Afghanistan fino all’Africa, infatti, sono loro le più sacrificate per motivi culturali, perché utili alle famiglie nelle case, perché non inseribili in scuole spesso militarizzate o perché ritenute troppo fragili per frequentare strutture spesso poco sicure".

Per aiutarle Save the Children ha inserito nel progetto "Riscriviamo il futuro", che vuole dare un’istruzione a ben 8 milioni di bambini entro il 2010, misure specifiche: "A volte – dice sempre la Nomis – basta solo costruire bagni separati tra maschi e femmine per convincere una famiglia della sicurezza di una scuola e quindi dare la possibilità di essere educata a una bambina".

Partito il 12 settembre 2006 con uno stanziamento di 450 milioni di dollari il progetto della Ong (Organizzazione non governativa) internazionale ha finora portato tra i banchi per la prima volta 600mila piccoli, fornendo un’educazione di qualità a un milione e 300mila studenti. "Vogliamo così dimostrare ai cosiddetti paesi donatori – sostiene il direttore generale di Save the Children Italia Valerio Neri – che si può investire in educazione anche nei paesi in guerra: è solo questione di volontà". Nella pubblicazione Save the Children punta il dito contro l’Italia: "Tra le nazioni impegnate nella cooperazione – accusa Neri – siamo ultimi. E non è colpa di questo o quel politico: è un problema dell’intero sistema paese".

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