MINORI. Roma è la nuova capitale del bullismo: un minore su 3 subisce violenza

A Roma un minore su 3 ha dichiarato di aver subito traumi fisici ed emozionali. Questo dato fa sì che la capitale d’Italia sia anche la capitale del bullismo. In Italia il dato più preoccupante è l’età: si abbassa, infatti, la soglia che ora interessa anche i bambini dai 7 agli 11 anni. Cresce inoltre il numero di donne interessate dal fenomeno; l’80,9% delle aggredite affronta direttamente il bullo e solo il 18,9% si rivolge ad un adulto. Nel 42% dei casi la causa dell’episodio di bullismo è il colore della pelle; motivi più futili, come l’abbigliamento scatenano il 35% delle violenze e la disabilità è la causa del 32%.

Sono dati del Telefono Azzurro che sono stati diffusi in un convegno dal titolo "Bullismo: S.O.S. strategie preventive ed intervento sul territorio" che si è tenuto oggi al Sanit, il Forum internazionale della Salute. Il convegno ha lanciato l’allarme sulle dimensioni del fenomeno a Roma. "L’indice di denuncia di episodi di bullismo, sulla popolazione minorenne, è superiore alla media nazionale" ha dichiarato Vincenzo Mastronardi, psichiatra e direttore della cattedra di psicopatologia forense e dell’Osservatorio dei comportamenti e della devianza dell’Università di Roma La Sapienza. "Passiamo dal 28,2% di denunce effettuate ogni 10mila minori a Roma, al 20,6% effettuate a Viterbo. La media del Lazio è 24,2% mentre quella nazionale è del 19,6%". Come riconoscere gli atti di bullismo? "Il fenomeno si può manifestare in diversi modi – ha commentato Mastronardi – Nel 35,6% dei casi attraverso delle provocazioni e prese in giro, 25,8% con offese immotivate, 11,7% attraverso l’esclusione del soggetto dal gruppo, tipico atteggiamento delle donne. Solo nel 5,2% dei casi attraverso violenze fisiche. Questo fa ben comprendere – ha concluso lo psichiatra – che trattasi di violenze psicologiche e non fisiche. Il fenomeno sta cambiando".

Ed infatti la nuova forma di bullismo si chiama "Cyberbullismo" ossia la violenza effettuata attraverso le nuove tecnologie. Minacce e sudditanze che arrivano attraverso gli sms, le mail e le chat su internet. L’obiettivo del bullo è sempre quello di danneggiare la vittima, emarginarla e deriderla. Metterla in ridicolo. Gli intervistati definiscono il bullo uno che vuole sentirsi più forte, nel 43,2% dei casi, perché vogliono sentirsi più grandi nel 28,6% e solo il 2,2% credono che lo facciano per scherzare. In Europa la situazione non è molto migliore, come emerge dai dati Eurispes. E’ l’Inghilterra il Paese più violento. Episodi di intolleranza si registrano anche per questioni legate alla religione, nel 28% dei casi.

"L’Italia sul fenomeno del bullismo è in linea con gli altri Paesi europei. Il 33% dei ragazzi appartenenti agli Stati membri percepisce il bullismo come un problema solo nel 32% dei casi. La Commissione europea sta attuando un progetto concreto per agire contro queste forme di violenza", ha dichiarato l’eurodeputata Roberta Angelilli, intervenuta nel corso del dibattito. "Cercheremo di tamponare il fenomeno e soprattutto di ridurre il divario di conoscenza delle nuove tecnologie tra i ragazzi e i genitori o gli insegnanti. Conoscere il mondo di internet può essere utile a monitorare meglio il comportamento dei più piccoli", ha concluso Angelilli.

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