MINORI. Save the Children e CRC: Italia indietro nella tutela dell’infanzia

L’Italia è indietro nella tutela dell’infanzia.Mancano importanti misure di attuazione della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, della quale ricorre in questi giorni il ventennale. Oltre un milione e 700 mila bambini vivono in Italia in povertà. Alcuni gruppi di minori sono particolarmente a rischio discriminazione, come i migranti e i residenti in regioni meno ricche. Non è adeguatamente tutelato il diritto alla partecipazione dei bambini e l’ascolto, in particolare nell’ambito dei procedimenti giudiziari dove i minori sono spesso coinvolti sia come autori di reato sia come parte offesa o vittime di reati sessuali. È quanto denuncia il Gruppo di lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (CRC), network di 86 organizzazioni e associazioni del terzo settore, coordinato da Save the Children Italia, che fa un bilancio della condizione dei bambini ne "I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia", il 2° Rapporto Supplementare alle Nazioni Unite sul monitoraggio della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia. Il Rapporto sarà distribuito durante la Conferenza Nazionale sull’Infanzia e l’Adolescenza in programma a Napoli, verrà presentato alla Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza il 24 novembre, e successivamente inviato alle Nazioni Unite.

Il quadro che ne emerge è sconfortante. Su oltre 10 milioni di minori in Italia, quelli che si trovano in condizioni di povertà relativa sono 1.728.000, pari al 23% della popolazione povera, con una forte prevalenza delle età infantili (il 61,2% ha meno di 11 anni) e una sproporzionata concentrazione nel Meridione, dove risiede il 72% dei minori poveri italiani. Molti minori stranieri, soprattutto i non accompagnati, rischiano sfruttamento, povertà e caduta nell’illegalità. Sono diffusi fenomeni di sfruttamento, abuso e lavoro nero, è in espansione la pedo-pornografia online.

Fra i rilievi mossi dal Gruppo c’è il fatto che non sia ancora stato approvato il nuovo Piano Nazionale Infanzia: dovrebbe essere adottato ogni due anni, l’ultimo approvato risulta del biennio 2002-2004, quindi l’Italia è priva di un Piano da cinque anni. "La conferenza nazionale infanzia organizzata a Napoli è un’occasione "persa" in tal senso, – commenta Arianna Saulini, coordinatrice del Gruppo CRC – in quanto avrebbe potuto rappresentare l’occasione di confronto sulla bozza elaborata dall’Osservatorio nazionale infanzia, ma la discussione è stata posticipata a fine gennaio".

"Questo è un anno importante per la tutela dei diritti dei bambini perché ricorrono i venti anni dall’adozione della Convenzione ONU sui Diritti del Fanciullo. Dal nostro osservatorio privilegiato di 86 organizzazioni che a vario titolo si occupano di infanzia e che dal 2001 realizzano un rapporto di monitoraggio sull’attuazione di questo fondamentale documento nel nostro paese – commenta Arianna Saulini – esprimiamo forte preoccupazione nel rilevare che mancano ancora dei provvedimenti fondamentali per l’attuazione della Convenzione, come il Piano Nazionale per l’Infanzia e che poco si sia tenuto in conto l’impatto sui minori di alcuni provvedimenti legislativi come la cosiddetta Legge sicurezza e che la partecipazione e consultazione dei minori sia, in generale, molto trascurata. I diritti e la voce dei bambini non hanno ancora quella centralità che dovrebbero avere".

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