MINORI. Telefono Azzurro: minori più soli, vivono sul web

Essere bambini oggi, in un momento di crisi economica, è difficile: i genitori litigano più di prima, i figli sono sempre più soli e vivono le loro emozioni su Internet. E’ il preoccupante quadro delineato dall’indagine conoscitiva 2010 sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia, condotta da Eurispes e Telefono Azzurro e presentata oggi a Roma. L’indagine, che ha coinvolto oltre 3000 bambini e adolescenti tra i 7 e i 19 anni di tutta Italia, mette in evidenza come il clima familiare sia peggiorato, a causa della crisi, e questo maggiore nervosismo provoca nei ragazzi uno stato di ansia. Il 40% degli adolescenti, infatti, dichiara di essere diventato più ansioso.

I problemi economici, dai bambini, vengono percepiti, ma non si riflettono sui loro consumi: per un adolescente su 4 la propria famiglia è stata colpita dalla crisi, il 16% testimonia difficoltà della famiglia ad arrivare a fine mese; per molti aumenta l’attenzione alle spese per cibo e vestiario, ma i consumi relativi ai figli non diminuiscono. I bambini spendono tutta la loro paghetta in videogiochi, giochi e ricariche telefoniche, visto che il cellulare diventa sempre di più un oggetto indispensabile: il 25% degli adolescenti trascorre oltre 4 ore al giorno al telefonino. Così i ragazzi aumentano sempre di più il loro potere d’acquisto, tanto che le pubblicità, soprattutto quelle dei telefonini, si rivolgono maggiormente a loro.

Paolo De Nardis, professore di sociologia all’Università La Sapienza di Roma, ha evidenziato proprio questo dato: "Dal dopoguerra ad oggi, forse si consumava di meno, ma nelle famiglie italiane c’è sempre stata un’evoluzione dei consumi, cioè si aveva la percezione che sarebbe andata sempre meglio e il portafoglio si sarebbe ingrossato. Oggi, invece, quasi il 60% dei figli percepisce fortemente la crisi economica". Secondo il prof De Nardis c’è un altro dato allarmante: la famiglia inizia a fare acqua come punto di riferimento e fulcro di valori per i figli. E tutte le paure e le insicurezze che i ragazzi hanno nel parlare con gli adulti dei propri sentimenti deriva proprio da questa crisi della famiglia. Una famiglia che oggi forse sta insieme anche perché "separarsi è costoso".

Tutto questo genera una confusione e rende inadeguate le categorie tradizionali di quel patto sociale su cui si regge il nostro vivere civile. E i ragazzi rispondono con comportamenti trasgressivi che da loro non vengono più percepiti come deviazioni, ma come l’unico modo per integrarsi. "In un momento in cui la famiglia e tutti gli altri valori che ci hanno insegnato sono in crisi – spiega De Nardis – si risponde con un comportamento trasgressivo che ubbidisce all’imperativo di un nuovo patto sociale, per cui è importante esserci in un presente da consumare".

La diagnosi del professore è impietosa: in un momento in cui il futuro fa paura, vince la filosofia dello sballo e della fuga: fuga dalla realtà attraverso l’uso delle droghe e figa da casa per scappare da quell’infame destino del rimanere in famiglia per decenni.

Secondo l’indagine di Eurispes e Telefono Azzurro, infatti, un adolescente su 3 prende in considerazione la possibilità di fuggire da casa. "La fuga da casa – ha affermato Ernesto Caffo, Presidente di Telefono azzurro – è un fenomeno in aumento in tutta Europa e bisogna intervenire subito ed in modo coordinato e con risorse adeguate, prima che diventi un’emergenza".

Caffo ha sottolineato un’altra emergenza per il mondo dei bambini: quella della solitudine. "I bambini hanno paura di essere rapiti o separati dai genitori e questa insicurezza deriva soprattutto dai media che costantemente parlano di casi di cronaca di violenze e di morti e spesso i bambini devono elaborare da soli le loro risposte. Inoltre i ragazzi parlano poco delle loro emozioni e vivono la loro vita sul web: si innamorano, scaricano musica e video anche violenti e si fidano della rete". Per far fronte a questa situazione bisogna sviluppare punti di ascolto per i ragazzi e insegnare loro a difendersi dai pericoli che si nascondono dietro Internet.

di Antonella Giordano

 

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