MINORI. Test psicologici nelle scuole, mamma torinese invia esposto alla procura

Da scuole come luoghi di istruzione e crescita a una sorta di laboratori per studi psicologici o psichiatrici, come e avvenuto negli USA con catastrofiche conseguenze sia per il loro sistema di istruzione che per le famiglie. A lanciare l’allarme è il dott. Roberto Elia Cestari, portavoce della campagna PERCHE’ NON ACCADA e Presidente nazionale del CCDU dopo aver appreso da una mamma che in una scuola di Torino somministravano test psicologici ai bambini.

La mamma ha presentato un esposto alla Procura di Torino in quanto l’iniziativa avviene in violazione della legge regionale 21/2007 che, nell’art.4 recita: "1. E vietato, all’interno delle scuole dell’obbligo di ogni ordine e grado della Regione, somministrare test o questionari relativi allo stato psichico ed emozionale degli alunni se non finalizzati ad uso interno ed esclusivamente
didattico. 2. Gli interventi di cui al comma 1, volti alla valutazione dello stato psichico del minore, possono avvenire esclusivamente all’interno di strutture sanitarie pubbliche sotto lo stretto controllo di operatori sanitari qualificati e previo obbligatorio consenso informato dell’avente potesta sul minore ai sensi della normativa vigente".

La lettura del test lascia costernati dal momento che si compone di alcune domande che possano indurre a comportamenti gravemente diseducativi. Infatti tali domande mettono di fronte il bambino nella condizione di dover comunque scegliere chi e quante persone far perire di morte violenta.

E’ lecito chiedersi – sostiene la mamma – quale tipo di impatto educativo possa dare ai nostri figli la somministrazione di un test del genere dato che sono gia bombardati giornalmente dai mezzi di comunicazione di massa e videogiochi con immagini e situazioni violente di ogni tipo. Ci si aspetterebbe anche almeno a scuola i nostri figli possano essere educati a promuovere l’idea della vita e dell’aiutare il prossimo piuttosto che scegliere chi far morire.

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