MINORI. Videogiochi violenti, Fioroni: “Incrementare politiche settoriali”

Si è svolto a Roma il convegno "Oltre Rule of Rose" promosso da Anima per il sociale nei valori d’impresa e da Pentapolis (Associazione per la diffusione della Responsabilità Sociale d’Impresa) a seguito delle informazioni circolate sulla stampa in merito al videogioco giapponese e al suo contenuto considerato inaccettabile da un punto di vista etico, sociale ed educativo.

Al centro dell’incontro il tema della violenza nei contenuti dei prodotti video per ragazzi, dei suoi possibili effetti negativi sia da un punto di vista psico-cognitivo che comportamentale e delle iniziative da intraprendere per sostenere gli attori sociali (primo fra tutti la scuola) impegnati nell’arduo compito di arginare il forte impatto che tali games potrebbero avere sui minori.

Sono 1.065 le firme raccolte per chiedere all’industria del video entertainment un’assunzione di responsabilità sui contenuti dei prodotti destinati ai ragazzi ; è il segnale di una forte attenzione che sta crescendo rispetto a un argomento che è sotto gli occhi di tutti : una società e un sistema economico che il più delle volte non riescono a trasmettere valori positivi, fornendo ai giovani degli strumenti corretti e sani di crescita, ma al contrario fanno prevalere le ragioni del "business economico" su quelle della responsabilità sociale e della collettività.

Secondo l’On. Ermete Realacci, Presidente Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati, "le cause di tali fenomeni (violenze su coetanei e disabili) sono da ricercarsi in molti fattori, ma è difficile non pensare che questo possa essere legato anche all’aumento della violenza e dell’aggressività nelle immagini e nei messaggi ai quali i ragazzi sono continuamente sottoposti". "A breve- prosegue l’Onorevole- presenterò, insieme ad altri colleghi, una mozione parlamentare per chiedere al Governo di impegnarsi con azioni politiche e legislative per porre un freno a questa situazione".

Per Enzo Argante, Presidente Pentapolis "non è una iniziativa contro un videogioco, che pure ha superato i limiti, ma un’azione collettiva che ha come obiettivo sollevare una volta per tutte e senza ipocrisie la questione : perché si cerca di limitare l’uso di alcolici, tabacchi, droghe e si lascia, invece, indiscriminata libertà di contaminazione ai mezzi che promuovono la cultura della violenza e della distruzione senza nemmeno ‘istruzioni per l’uso? Scrivere sulle confezioni con caratteri chiari e forti quali sono le controindicazioni sarebbe un buon inizio."

Per Marialori Zaccaria, Presidente Ordine degli Psicologi del Lazio e Consigliere Nazionale "visto che non è possibile arrestare l’evoluzione tecnologica e che la scuola è l’unica istituzione che si avvale di gruppi ed è quindi in grado di trasmettere valori oltre che cultura, il punto è adeguare il più possibile la scuola ai tempi che viviamo per metterla in grado di accompagnare la crescita delle nuove generazioni ; la Psicologia, in questa direzione, può dare un grosso contributo all’istituzione scolastica promuovendo al suo interno l’integrazione, il dialogo e il confronto, lavorando insieme agli insegnanti sulla dinamica del gruppo-classe".

Conclude, infine, l’On. Giuseppe Fioroni, Ministro della Pubblica Istruzione "Una prolungata esposizione dei minori a contenuti non idonei alla loro età e capacità di discernimento porta ad una conseguente ed inevitabile emulazione da parte degli stessi. Una società libera, democratica e civile deve al contempo garantire libertà di fruizione ad un pubblico adulto da una parte ed una efficace tutela per lo sviluppo psico- fisico dei minori e per le fasce più deboli dall’altra ; è quindi necessario sviluppare politiche settoriali in grado di regolamentare l’intero sistema".

 

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