MINORI. Videogioco horror “Rule of Rose”: MDC Junior raccoglie firme per bloccare la vendita

Dopo il videogioco sul bullismo, arriva "Rule of Rose" a scatenare polemiche e forti reazioni di dissenso. Si tratta del videogioco horror vietato ai minori di 16 anni, in vendita in Italia il 24 novembre, che vede protagonista una bambina sepolta viva dopo violenze psico-sessuali e fisiche di ogni genere da parte delle coetanee.

Ad annunciarlo oggi è stato il settimanale "Panorama" che, dopo averlo provato in anteprima, definisce "Rule of Rose" l’ultimo di una serie di videogame basati sulla violenza e il sadismo. In relazione alle polemiche sul videogame, distribuito in Giappone da Sony ma in Italia da "505 Games", una etichetta indipendente, è intervenuto Corrado Buonanno, presidente e amministratore delegato di Sony Computer Entertainment Italia, che ha spiegato il motivo per cui la sua società he deciso di non distribuire il gioco in Italia. "Probabilmente il comune senso del pudore in Giappone è diverso da quello europeo – spiega Buonanno – e quindi la nostra divisione nipponica non ha ritenuto di dover bloccare la produzione e distribuzione del titolo all’interno del proprio mercato. Dal nostro punto di vista, invece, per il contenuto che lo caratterizza, il titolo é inadatto al pubblico italiano ed europeo. Per questo abbiamo volutamente deciso di tutelare in primo luogo i nostri utenti e di non procedere con la commercializzazione del videogioco".

Anche il Dipartimento Junior del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) ha espresso il proprio dissenso e si è già mobilitato per la raccolta firme al fine di bloccarne la vendita sul territorio nazionale. "È sconvolgente – afferma Lucia Moreschi, responsabile nazionale del dipartimento Junior MDC- che dal bullismo di "Bully", già molto criticato anche dal ministro Fioroni, si arrivi alle violenze psicofisiche di quest’ultimo videogioco, che ha come scopo quello di seppellire viva una bambina. Tra sadismo, violenze psicofisiche, riti di iniziazione e umiliazione i nostri figli cosa dovrebbero imparare"?

MDC Junior, quindi, si appella ai genitori, per sensibilizzarli e renderli consapevoli che non tutti i games in vendita sono adatti ai minori e che spesso, l’indicazione dell’età sulla confezione è relativa al livello di difficoltà e non ai contenuti. Sul sito di MDC sarà, così, possibile inviare una mail al Dipartimento Junior per firmare contro la distribuzione del gioco.

"Non vogliamo demonizzare i videogiochi – continua la responsabile – che a seconda dei contenuti possono essere un buona forma di intrattenimento e svago, ma dobbiamo sviluppare una maggiore coscienza a riguardo, evitare di costruire modelli dannosi che divulgano la cultura della violenza e della prevaricazione".

"Quello dei video giochi consacrati alla violenza – conclude Moreschi – è un fenomeno in continuo aumento: non possiamo affidare la tutela dei minori al buonsenso e alla sensibilità di coloro che scelgono di non distribuire questi game ma, ancora una volta sollecitiamo le istituzioni, affinché si introduca una disciplina ad hoc che detti precise regole per la vendita di videogiochi ai minori. I suggerimenti non sono più sufficienti".

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