MINORI. Videogioco violento “Rule of Rose”, Anima lancia appello

Rinunciare ad iniziative di produzione e commerciali basate su prodotti dal contenuto così palesemente violento e antieducativo per i giovani, al fine di non alimentare il fenomeno dilagante del bullismo, della violenza e della criminalità giovanile e contribuire, invece, alla crescita di una generazione sana, retta e cosciente dei valori e del rispetto dell’essere umano e della legalità. E’ l’appello di Anima (Associazione per il sociale nei valori d’impresa) in riferimento al videogame dal titolo "Rule of Rose" in arrivo a breve in Italia sotto altro marchio, che ha come oggetto sevizie ad una bambina di 10 anni e come obiettivo di gioco la sua sepoltura da viva, ha scosso le coscienze di molti italiani.

Mentre la Presidente della Commissione Parlamentare per l’Infanzia, On. Anna Serafini – si legge nella nota – sostiene che "la violenza dei videogiochi fa perdere il confine fra bene e male", la Prof.sa Anna Oliverio Ferraris, docente di psicologia dello sviluppo all’Universita’ La Sapienza di Roma, dichiara a Panorama che "la cosa preoccupante è la filosofia che pervade questi giochi. Si vince se si è piu’ violenti. Viene premiata la violenza e la criminalità e il ragazzo puo’ abituarsi, in una sorta di inquietante adattamento cognitivo".

E’ sotto gli occhi di tutti l’aumento dei casi di violenza perpetrata da giovani su altri giovani, su persone disabili o diverse, sui propri genitori, sugli anziani, ed è difficile pensare che questo fenomeno non sia legato all’aumento della violenza e dell’aggressività nelle immagini e nei messaggi ai quali i ragazzi, attraverso videogames, cinema e televisione, sono continuamente sottoposti. In questo contesto, la produzione e l’immissione sul mercato di prodotti di entertainment con contenuti devianti, cinici e con finalità di gioco esplicitamente contrarie al rispetto della vita e della legge, non può che essere considerato da parte di un’impresa un gravissimo atto di irresponsabilità sociale.

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