MOBILITA’ SOSTENIBILE. Milano città di ciclisti è ancora utopia

La mobilità sostenibile a Milano è ancora un’utopia e il capoluogo lombardo rimane off-limits per i ciclisti. All’alba del 2008, la Milano città di biciclette e piste ciclabili, sembra infatti una realtà ancora lontana. Ma l’impegno, almeno sulla carta, c’è, assieme alla volontà di cercare modelli di mobilità sostenibile, nel rispetto dell’ambiente, magari prendendo a modello le città del nord Europa. E’ quanto è emerso oggi, nel corso di una conferenza inserita nel calendario di Ragnarock Nordic Festival, organizzata dalla rappresentanza del Parlamento europeo a Milano.

"La situazione di Milano – ha esordito Paolo Matteucci, assessore provinciale alla mobilità, viabilità e trasporti – è molto critica e accusa gravi ritardi nelle riforme per i trasporti pubblici. Spero che l’integrazione tariffaria con il biglietto unico arrivi davvero entro fine anno ed è vergognoso che non sia ancora successo. Mi auguro anche che si pensi alle piste ciclabili".

A questo proposito, Stefano Bettera, dell’assessorato per la mobilità e i trasporti del Comune, ha ricordato che sarà presentato a breve in Giunta il piano della mobilità ciclistica, che punta a raggiungere entro il 2011 i 130 chilometri di piste ciclabili contro i 67 attuali: "I lavori sono già partiti e il primo tratto, in via Corelli, è già pronto", ha spiegato Bettera, dopo aver ribadito che il progetto del bike sharing, seppure in ritardo, dovrebbe partire dopo l’estate e ha evidenziato altri interventi del Comune, come l’introduzione di nuove rastrelliere per le bici che passeranno da 2.500 a 5.000 entro fine anno.

Tutte risposte necessarie, in una città in cui i ciclisti sono raddoppiati dal 1995 al 2005 e sono passati da 132 mila a 145 mila negli ultimi tre anni, secondo i dati forniti da Palazzo Marino: negli ultimi 10 anni i motori rimangono il mezzo più usato, ma gli spostamenti in bicicletta sono cresciuti di quasi il 77% e oggi rappresentano il 6,6% di quelli totali. Dati significativi soprattutto se confrontati con quelli che dicono che il 56% di chi usa la macchina o la moto per muoversi nell’ora di punta lo fa per distanze inferiori a quattro chilometri. E il 10% per tragitti che non raggiungono un chilometro. Tutti potenziali clienti di bus, tram o biciclette, secondo l´assessore alla Mobilità e ambiente Edoardo Croci, che è pronto a presentare alla giunta il piano della mobilità ciclistica con i disegni delle nuove piste.

Secondo il parlamentare europeo Pier Antonio Panzeri, le enunciazioni d’effetto devono però tradursi in fatti, sempre che le amministrazioni si rivelino essere davvero all’altezza delle promesse fatte ai cittadini. "La classe politica italiana non è una classe politica europea. E’ necessario invertire velocemente la rotta, investendo nel trasporto pubblico e nell’educazione civica", ha dichiarato Panzeri a Help Consumatori.

Un modello a cui guardare è Copenhagen, portata oggi come esempio, con l’intervento di alcuni ospiti danesi: in questa capitale il 36% degli abitanti usa abitualmente la bici e sono presenti 300 chilometri di piste ciclabili.

"Per Milano, il problema non è rappresentato solo dall’ampliamento chilometrico delle piste ciclabili poiché è l’intera città che va ridisegnata, progettando piste protette e aree di interscambio. Ma abbiamo accumulato un enorme ritardo e al momento non si intravede nessun segnale di inversione di rotta", ha concluso Panzeri.

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