MUTUI. Banca d’Italia: 1,5% delle famiglie in sofferenza

Le famiglie in sofferenza per i mutui hanno raggiunto l’1,5% nel terzo trimestre di quest’anno, contro lo 0,9% del corrispondente periodo del 2008: è quanto rileva oggi il rapporto della Banca d’Italia "L’andamento del mercato immobiliare italiano e i riflessi sul sistema finanziario".

"Dalla metà del 2008 la qualità del credito al settore immobiliare ha subito un progressivo deterioramento, riflettendo la caduta del livello di attività economica – si legge nel Rapporto – Nel terzo trimestre di quest’anno il flusso di nuove sofferenze rettificate in rapporto alla consistenza dei prestiti alla fine del periodo precedente, al netto dei fattori stagionali e in ragione d’anno, ha raggiunto l’1,5 per cento per le famiglie consumatrici (dallo 0,9 nel periodo corrispondente del 2008) e il 4,1 per cento per le imprese di costruzioni (2,2 nel 2008); quest’ultimo valore è il più elevato dal 2000, sebbene rimanga ampiamente inferiore ai valori prossimi o superiori al 10 per cento della seconda metà degli anni novanta, in corrispondenza con una prolungata stagnazione dei prezzi reali degli immobili". A ottobre, per l’aumento delle sofferenze delle famiglie, le banche hanno dunque deciso di offrire alle famiglie in difficoltà "la possibilità di sospendere il rimborso dei mutui per un periodo di 12 mesi".

Maggiori difficoltà sono possibili per i tassi variabili: "Analisi recenti riferite ai mutui per l’acquisto di abitazioni concessi in Italia tra il 2004 e il 2007 indicano che la probabilità di ingresso in sofferenza è più elevata per i contratti a tasso variabile, in particolare per quelli erogati sul finire del 2005, quando i tassi di mercato erano scesi a valori molto bassi – rileva il Rapporto – La probabilità di incontrare difficoltà nei pagamenti risulta inoltre maggiore per i mutuatari più giovani, per quelli residenti nel Mezzogiorno e per gli immigrati provenienti da paesi extracomunitari".

Sempre secondo la Banca d’Italia, il confronto fra il costo dei mutui in Italia e nell’area euro non dà dati univoci: "I tassi nel nostro paese sono inferiori a quelli medi dell’area per le operazioni a tasso variabile (2,3 contro 2,8 per cento). I mutui a tasso fisso rimangono però più onerosi (5,0 per cento in Italia contro il 4,4 nell’area per i prestiti con tasso determinato per almeno 10 anni)".

Comments are closed.