MUTUI. CTCU: a giugno calano i tassi fissi, ma si prediligono i tassi variabili

Rispetto a novembre 2009, in Alto Adige si è registrato un calo dei tassi fissi, generato dalla diminuzione degli indici di riferimento (IRS). Sui tassi variabili si registrano gli effetti positivi della concorrenza che spinge le banche a ridurre gli spread e i tetti massimi nei mutui con cap. E’ quanto emerge dalla rilevazione di giugno 2010 effettuata dal Centro Tutela Consumatori e Utenti di Bolzano, che ha analizzato le offerte di mutui a tasso fisso, quelle a tasso indicizzato e quelle a tasso indicizzato con tetto massimo, proposte da varie banche operanti a livello locale.

Per quanto riguarda i mutui a tasso fisso, le migliori offerte segnalate dal CTCU sono: a 10 anni, BTB e Cassa Risparmio del Veneto (4,00%); a 20 anni, BTB, BHW e Cassa Risparmio del Veneto (4,65%); a 30 anni Poste (4,578%). L’Associazione ha registrato, quindi, un calo degli indici di riferimento, ma avverte "che i valori di questo parametro possono cambiare anche repentinamente, a seguito di avvisaglie di criticità sui mercati. E siccome il tasso applicato ad un mutuo a tasso fisso viene di norma fissato secondo il parametro del giorno della stipula, è buona cosa controllare il livello del tasso IRS di riferimento fino a quella data".

Per quanto riguarda i mutui a tasso indicizzato variabile, le differenze fra le varie offerte si continuano a giocare sui "centesimi" di punto e ciò è sintomo senz’altro di accesa concorrenza fra gli istituti. Ad esempio sui 20 anni la migliore offerta secondo la rilevazione arriva a sorpresa dalla "nuova entrata" Tiroler Sparkasse AG, che da qualche tempo è presente sul territorio locale con un ufficio di rappresentanza e una rete di promotori (Euribor 3M + 1,25, senza arrotondamento e soglie minime = 2,00%); seguita di poco da quella di Poste Italiane (Euribor 3M/360 + 1,35 = 2,07%) e poi da Monte dei Paschi di Siena/Antonveneta, Cassa di Risparmio del Veneto e BTB (Euribor 1M/360 + 1,65 = 2,10). Fra le banche "locali" buona l’offerta della Rurale di Brunico (Euribor 3M/360 + 1,40 con arrotondamento ad 1/8 e senza soglia minima) e della Rurale del Renon (Euribor 6M/365 + 1,25, senza arrotondamento ma con introduzione del tasso minimo al 2,50%).

Per quanto riguarda le forme particolari di mutuo a tasso variabile, varie banche ormai offrono il "tasso indicizzato con tetto massimo o CAP"; alcune ex novo come la Banca Popolare dell’Alto Adige, anche con un buon CAP (5,50%) ed un tasso attuale di 3,20% sui 15 e i 20 anni. Migliore l’offerta di Antonveneta, con lo stesso CAP, ma con un tasso attuale del 2,39%. Tasso attuale minore (2,34%) ma CAP maggiore (5,60%) vengono invece offerti da BTB, Cassa di Risparmo del Veneto e Banca Sella. Da evitare quelle che propongono il pagamento di costosissimi premi assicurativi (o che abbinano comunque delle polizze) per "assicurare" il CAP del mutuo. Alcuni istituti offrono anche altre forme di mutuo, quali quelle "con opzione", che consentono di saltare dal fisso al variabile – o viceversa – ogni tot anni (2, 5 anni a seconda del prodotto).

Il CTCU conclude la sua rilevazione con la nota dolente: "l’informazione precontrattuale è ancora, in generale, insufficiente e confusa. Vi sono banche (soprattutto alcune che pubblicizzano i propri prodotti attraverso il loro sito internet) che ampliano a dismisura la propria offerta di mutui, creando non poca confusione fra i potenziali clienti; e riteniamo anche rendendo ingestibile (e confusa) l’informazione nei fogli informativi pubblicati".

"Sarebbe opportuna – scrive il CTCU – una standardizzazione obbligatoria dell’informazione ai consumatori, sul modello ESIS (scarsamente utilizzato) o su altro supporto o base cartacea di facile, ma completa e trasparente, informazione". Infine, l’Associazione suggerisce di fare attenzione ai costi accessori di polizze collegate al mutuo: anche l’ISVAP ha rilevato di recente il palese conflitto di interesse che vede gli istituti di credito proporre formule di copertura assicurativa sui mutui erogati, attraverso la vendita di polizze (dal costo spesso elevato) di cui gli stessi istituti sono beneficiari. In futuro è probabile che ciò non sarà più possibile". Il CTCU ricorda che per il mutuatario è possibile stipulare una tale forma di assicurazione a protezione del mutuo autonomamente anche con una compagnia di assicurazione non collegata alla banca oppure anche adeguare una polizza assicurativa già esistente.

 

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