MUTUI. Osservatorio sul costo del credito: nel 2010 a rischio il 26% delle famiglie

ROMA – Nel 2010 le famiglie che hanno un mutuo e si troveranno in una situazione di rischio – cioè con una incidenza della rata sul reddito familiare superiore al 30% – saranno il 26%. Le famiglie più esposte saranno quelle unipersonali, con un solo genitore e un figlio a carico, con un titolo di studio medio-basso. Si concentreranno soprattutto nel Centro Nord (Liguria, Trentino, Lombardia, Toscana e Puglia). Considerando invece le famiglie che passeranno dall’affitto al mutuo, la percentuale di nuclei a rischio aumenterà fino al 37,5%, con una ulteriore rischiosità ancora per le famiglie unipersonali, con un genitore e un figlio a carico, per diplomati e lavoratori autonomi. Sono le previsioni dello scenario più critico, quello che prevede un peggioramento della crisi economica, elaborate dall’Osservatorio regionale sul costo del credito, promosso dalla Caritas Italiana e dalla Fondazione Culturale Responsabilità Etica e realizzato in collaborazione con il Centro culturale Francesco Luigi Ferrari.

Le stime sono state presentate oggi a Roma presso l’Abi e, sulla base dei dati disponibili al 2006, elaborano delle previsioni per il 2009 e per il 2010 sulla base di due scenari: uno tendenziale, con le aspettative più diffuse circa l’andamento della crisi economica, e uno alternativo con previsioni di peggioramento della crisi. Alla presentazione è intervenuto Massimo Roccia, direttore generale area retail Abi e segretario del Consorzio PattiChiari, che ha sottolineato come in Italia non ci sia una situazione di "tragedia generalizzata" e che i due terzi del debito delle famiglie si concentra sui mutui, dunque su spese fondamentali. Roccia ha anche sottolineato che da parte delle famiglie spesso "il tempo dedicato alla scelta del mutuo è circa un terzo di quello dedicato all’acquisto di un elettrodomestico". "Stiamo investendo – ha detto – circa due milioni di euro l’anno in educazione finanziaria". Nel frattempo è partita in Emilia Romagna la prima operazione Abi-Cei del programma di microcredito, e "stiamo chiudendo – ha aggiunto Roccia – il Piano famiglie che consentirà una moratoria di 12 mesi" sul pagamento dei mutui per le famiglie in difficoltà.

Ma quali le previsioni puntuali dell’Osservatorio rispetto al 2010? Lo scenario tendenziale rileva che nel 2010 l’incidenza delle famiglie a rischio è pari al 25% mentre sale invece al 26% considerando lo scenario alternativo. "Tuttavia – si legge nel Rapporto – permangono vari elementi di incertezza rispetto alle prospettive per il prossimo anno, in particolare la situazione del mercato del lavoro ed il rischio di un ulteriore peggioramento della disoccupazione, che avrebbe delle ricadute rilevanti sui redditi familiari e conseguentemente sull’aumento della percentuale di famiglie a rischio".

L’analisi basata sulle famiglie in affitto "denota una maggiore vulnerabilità – prosegue il Rapporto – che si presenta nell’accesso al credito e nella sostenibilità economica dell’indebitamento". Lo scenario tendenziale in questo caso prevede una riduzione dell’incidenza delle famiglie a rischio rispetto al 2006 (37%) mentre lo scenario sfavorevole prospetta un’incidenza pari al 37,5%.

Per il Rapporto servono dunque "politiche fiscali più eque" per una crisi iniqua perché si riflette in modo diverso sui diversi settori lavorativi. "Il ricorso al mutuo da parte dei redditi familiari più bassi – si legge – riflette una sostanziale chiusura di canali alternativi, a basso costo quali le immobiliari etiche o l’autocostruzione, per accedere alla casa. Rispetto ai livelli reddituali si conferma la necessità di politiche di tutela del potere di acquisto in particolare con politiche fiscali più eque".

 

di Sabrina Bergamini

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