MUTUI. Parlamento Europeo chiede maggiore tutela dei consumatori e stabilità di mercato

Un progetto di legge, discusso ieri in Commissione affari economici del Parlamento Europeo, promette di migliorare la tutela del consumatore e propone norme per rendere il mercato dei mutui più stabile e flessibile, per servire meglio l’economia reale. L’obiettivo è quello di raggiungere alcuni standard comuni a tutta Europa, senza imporre un approccio unico e valido per tutti che potrebbe minare le numerose (ed utili) differenze culturali ed economiche tra i vari Stati membri.

E’ la risposta del Parlamento UE alla proposta legislativa della Commissione sul credito ipotecario residenziale, considerato un caposaldo per ripristinare la fiducia dei consumatori. Il mercato ipotecario dell’UE è enorme: nel 2009 il totale di mutui ipotecari residenziali nei 27 Stati membri ammontava ad oltre 6.000 miliardi di euro, pari al 52% del PIL di tutta l’Unione. La proprietà della casa è vicina al 70%; il mercato ipotecario è di vitale importanza per milioni di cittadini europei che attualmente stanno pagando le rate del mutuo e per chi sta per acquistare una casa, soprattutto in un contesto dove i livelli di indebitamento delle famiglie sono in aumento.

Rispetto alla proposta della Commissione, il progetto del Parlamento allarga notevolmente il campo di applicazione della normativa sia per quanto riguarda la protezione dei consumatori sia per il funzionamento del settore. Ad esempio, si prevedono ulteriori dettagli sull’informativa da dare ai consumatori prima che essi decidano di stipulare un qualsiasi contratto di mutuo; i Governi sarebbero, inoltre, obbligati a sviluppare campagne educative. Un forte accento è posto sulla vita post-contrattuale del mutuo, che deve diventare più flessibile, come è attualmente la fase precontrattuale. Si propone l’introduzione di standard in materia di rimborsi anticipati, portabilità tra istituti di credito, e diritto di convertire un mutuo in valuta estera in moneta nazionale.

Si chiede, inoltre, un rafforzamento del ruolo delle autorità di vigilanza e dei requisiti di trasparenza, nonché disposizioni ulteriori a garantire una corretta valutazione degli immobili, riducendo in tal modo situazioni in cui i creditori, a causa di sovravalutazione delle proprietà, non hanno sufficienti garanzie per coprirsi in caso di inadempienze.

Il progetto di legge spinge anche verso una diminuzione delle concentrazioni di quota di mercato. In media, oggi, i 5 maggiori istituti di credito in ciascuno Stato membro controllano oltre il 75% dei mutui. Il relatore chiede anche una riduzione della quota di interessi solo per i prestiti (in cui il capitale viene rimborsato solo in una fase successiva in un’unica soluzione). Inoltre, si richiede che la verifica del reddito diventi più di una pratica standard quando i creditori concedono il mutuo; nel 2008, infatti, circa il 50% delle richieste di mutuo non ha subito questo tipo di controlli. Nei prossimi mesi ci sarà "uno scambio di vedute" tra Parlamento e Stati membri sul progetto di legge.

 

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