“Mangiare sano e morire grassi”, è vero?

Arriva dalla Svizzera un libro dal titolo molto provocatorio: "Mangiare sano e morire grassi. Un paradosso…che paradosso non è!". Un tema, quello dell’obesità, molto attuale. Come attuali sono gli studi, le discussioni, le proposte per un migliore stile di vita nutrizionale. Eppure, secondo il libro mangiare sano non basta visto che le calorie sono calorie a prescindere dal cibo da cui provengono. Due sono gli autori del libro: il dottor Leoluca Criscione, fondatore e direttore di Mangiasano Consulting e la consulente alimentare dottoressa Marion Durr-Gross. Il libro è stato pubblicato in Italia e Svizzera nel marzo 2010 e uscirà a fine ottobre anche in versione inglese e alla fine di marzo in versione cinese.

Help Consumatori ha incontrato il Dottor Criscione per capire meglio cosa si nasconde dietro il titolo "Mangiare sano e morire grassi". Dottore, si può veramente abusare di una "sana alimentazione"?

Non ci sono cibi sani e non ci sono calorie sane. Il corpo ha bisogno di una certa quantità di cibo e non sa leggere la sanità o meno degli alimenti. Per poter svolgere tutte le sue funzioni, tra cui quella del controllo del peso, il corpo deve avere solo una certa quantità di energia che arriva dai carboidrati (come lo zucchero), dai grassi e dalle proteine. Superata la quantità di calorie che il corpo può bruciare, valore che varia da persona a persona, il surplus viene immagazzinato e inevitabilmente si ingrassa a prescindere dal fatto se ciò che si mangia in eccesso sia sano o meno. La conseguenza finale è il sovrappeso o l’obesità che portano a diabete, malattie cardiovascolari e anche alcuni tipi di cancro.

I dati sulla diffusione e l’aumento dell’obesità di adulti e bambini nel mondo sono sotto gli occhi di tutti. Chi ha la responsabilità?

Come scienziato metterei al primo posto, tra i responsabili, proprio la scienza. Mi dispiace affermare ciò ma soprattutto nel settore dell’alimentazione e del controllo del peso esistono tantissime pubblicazioni che non hanno un valore scientifico e spesso riprese dai mass media. Accade infatti frequentemente che escono notizie di gruppi di ricercatore che in una certa parte del mondo hanno scoperto un rimedio per poi essere subito dopo smentiti il giorno dopo. Un esempio è una analisi del 2009 di circa 2600 pubblicazioni cliniche con differenti tipi di diete solo (Bravata 2003 ref pag 176). La conseguenza di tutto ciò è che alla fine il consumatore non riesce a capire quale stile di vita nutrizionale sia corretto o meno. L’informazione è molto importante. Ad esempio fino a poco tempo fa non era possibile misurare la quantità di energia che un individuo è in grado di bruciare. Il rischio di questa "ignoranza" è l’abuso di quantità di cibo sano o non sano. Per questo una grande responsabilità ce l’ha la scarsa conoscenza della popolazione su come funziona il corpo umano, ed è proprio quello che ho voluto spiegare nel mio libro. Come già accennato il nostro corpo comprende solo una lingua, quella, dei carboidrati, deii grassi e delle proteine a prescindere dalla loro origine.

Il fenomeno riguarda tutta la popolazione, anche i bambini. Un grave problema è quello dello scarso movimento, caratteristica di una "società da scale mobili". Non dobbiamo però dimenticare che spesso i genitori commettono l’errore di nutrirli in eccesso sia attraverso i cd cibi spazzatura sia con un’alimentazione ricca e sana cucinata a casa!

E’ chiaro che non è solo questione di qualità!Il dottor Criscione, ha sperimentato due tipi di "diete" su stesso. Prima è dimagrito di 4,2 chili cibandosi per un mese solo di prodotti fast food per un totale di circa 1600 calorie al giorno, cioè circa 700 calorie meno del valore del suo fabbisogno calorico giornaliero. Successivamente, come il protagonista del film documentario "Supersize Me" è passato a ben 5mila calorie, ma tutte derivanti da cibi biologici e di ottima qualità e… nessun fast-food. Il risultato? Il dottor Criscione in una sola settimana è aumentato di 3,2 chili… esattamente come il protagonista di "Supersize Me".

Cosa ha voluto dimostrare con questo esperimento?

Ho voluto semplicemente dimostrare che il nostro corpo è una macchina termodinamica a cui non importa l’origine dell’energia di cui ha bisogno. Nel film "Supersize me" il messaggio che passa è che se si mangia in un fast food (nel caso Mc Donald’s) si ingrassa. Io ho dimostrato il contrario e questo è stato possibile perché ho mangiato cibi di Mac Donald’s per una quantità di calorie inferiore al mio fabbisogno giornaliero. Ingerendo meno calorie ho assunto anche meno colesterolo e carboidrati e quindi la mia glicemia e il il colesterolo sono scesi.

Ma non sarebbe meglio mangiare una quantità di calorie pari al proprio fabbisogno giornaliero ma derivanti da cibi il più possibile salutari, ad esempio frutta e verdura prodotta senza l’impiego di fitofarmaci?

La conclusione a cui arrivo nel libro è proprio la necessità di coniugare quantità giusta con qualità giusta. Il problema è che fino a che una persona non conosce il proprio fabbisogno calorico giornaliero può mangiare quanto vuole sano, ma sarà a rischio obesità se supera il limite personale di calorie necessarie. Un pericolo che molti consumatori corrono deriva dalla inesatta propaganda mediatica che riguarda alcuni prodotti di comune definizione come "sani". Nel caso dell’olio di oliva, è una realtà che questo prodotto soprattutto se biologico ed extravergine, sia e sia visto come un alimento sano. Il problema è che la promozione di questo prodotto induce i cittadini a non associarlo con un aumento di peso. Sono infatti in pochi a essere consapevoli del fatto che 100 gr di olio di oliva contengono 900 calorie a prescindere dalla loro denominazione.

Riprendendo le parole del suo libro…come si può "dimagrire da buongustai"?

Il primo consiglio essenziale è conoscere il proprio fabbisogno calorico giornaliero, valore che dipende da molti fattori genetici, ambientali, ecc… Questa conoscenza oggigiorno è possibile misurando il proprio metabolismo basale, ovvero la quantità di calorie di cui il corpo ha bisogno a riposo per 24 ore. A questo si dovrà aggiungere il metabolismo di movimento. Con il valore che ne scaturisce ognuno di noi può controllare il proprio peso a occhi chiusi e dimagrire scendendo sotto quel valore. Ma attenzione! E’ importante non andare sotto il valore del metabolismo basale: il risultato è che il corpo si difenderebbe riducendo proprio la base calorica di cui ha bisogno portando la persona ad ingrassare anche con una dieta ferrea: il famoso effetto Yo-Yo!

A cura di Silvia Biasotto

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