Martinello (Beuc): “Lontani da una class action europea”

L’Europa sta rivedendo la direttiva sui diritti dei consumatori, il cosiddetto consumer acquis. Si tratta dei diritti sostanziali, cioè dei diritti riconosciuti negli anni ai consumatori da un pacchetto di 4 direttive: la direttiva sulle vendite porta a porta, quella sulle vendite a distanza, quella sulle garanzie e la direttiva sulle clausole contrattuali. L’Unione sta cercando di aggiornare questo pacchetto e dal 2007 è in corso un dibattito.

Help Consumatori ha fatto il punto della situazione, prima della pausa estiva, con Paolo Martinello, Presidente del Beuc, l’Associazione dei consumatori europea.

A che punto è l’iter di revisione del consumer acquis?

L’iter è in corso. La novità di queste settimane è che la Commissario Reding, cui è stata affidata la responsabilità della normativa comunitaria sui diritti dei consumatori, ha dichiarato che intende rivedere la bozza di revisione. I Consumatori europei, in primis il Beuc, hanno espresso la loro contrarietà all’armonizzazione completa delle tutele che, secondo la bozza, doveva sostituire quella minimale dello scenario precedente. Con l’armonizzazione massimale i singoli Stati non possono mantenere in vigore o introdurre norme più favorevoli ai consumatori. Questo è un punto che noi abbiamo fortemente criticato e su questo sembra che la Commissaria Reding ci stia ascoltando. Nelle ultime dichiarazioni Viviane Reding ha detto che si abbandonerà il principio della piena armonizzazione in tutti i punti della direttiva. Lo scenario che adesso potrebbe articolarsi è quello di un’armonizzazione piena solo su alcuni punti della direttiva, e di un’armonizzazione minimale su altri punti. Gli Stati membri dell’Unione sono 27 ed evidentemente ci sono livelli di tutela molto diversi da un Paese all’altro, quindi è giustissimo armonizzare, ma è sbagliato pensare che alcuni Paesi debbano rinunciare a una parte della tutela dei diritti dei loro consumatori. L’Europa è sempre stata una fonte di maggiori diritti, e deve continuare così. Noi avevamo fatto un’analisi molto dettagliata della bozza di direttiva ed abbiamo visto che con l’armonizzazione massimale in Italia si sarebbero fatti passi indietro su diversi punti del quadro giuridico a tutela dei consumatori.

Una previsione sulla class action europea?

Al momento la class action europea è messa male. Intanto il tema delle azioni risarcitorie collettive a livello europeo è stato affrontato da due diverse Direzioni Generali: quella della Concorrenza e quella dei Consumatori. La DG Concorrenza era arrivata molto più avanti, cioè nella sua ultima riunione prima del rinnovo, dunque a fine 2009, la proposta di direttiva della Commissaria Kroes era praticamente pronta per essere approvata. Si sarebbe così dato formalmente il via all’iter legislativo che prevedeva un’azione collettiva risarcitoria in materia di tutela della concorrenza. All’ultimo momento questa proposta è stata bloccata dal Presidente della Commissione José Manuel Barroso e da allora non è stata più messa all’ordine del giorno. Per quanto riguarda la DG SANCO si era ancora a livello di studio. Al momento la situazione è piuttosto bloccata. La discussione è ancora aperta e i Commissari sono abbastanza ottimisti. Almunia che ora è alla concorrenza ci ha detto che intende portare avanti la proposta della Kroes, ma i tempi si sono sicuramente allungati. Da qui a fine anno ci sarà una valutazione a livello europeo sull’impatto giuridico della proposta della DG Concorrenza sui vari sistemi nazionali. Ma più che per ragioni tecniche questo allungamento dei tempi è dettato da ragioni politiche.

Cioè cosa intende?

C’è da dire che ci sono alcuni Paesi europei, in primis la Germania, che si sono apertamente dichiarati contrari a qualunque ipotesi di azione risarcitoria collettiva comunitaria nel settore della concorrenza. Secondo alcuni l’appoggio che è stato dato a Barroso per il rinnovo del suo mandato è stato fatto anche a patto che questo provvedimento non fosse mandato avanti. La questione è politica e stiamo giocando in un contesto non molto favorevole, ma noi continuiamo a batterci. C’è un fatto positivo che ci fa essere ottimisti per il futuro: nel frattempo molti paesi europei, tra cui l’Italia, stanno introducendo class action a livello nazionale. Questo fa pensare che a un certo punto l’Unione Europea dovrà occuparsi di questo argomento. Lo farà in una condizione molto meno favorevole e molto più complessa di quanto avrebbe potuto fare oggi introducendo una class action europea che sarebbe servita da modello per tutti gli Stati. In poche parole l’Unione Europea interverrà quando i buoi ormai son scappati, cioè quando a livello nazionale il quadro giuridico si sarà già consolidato in materia e gli ostacoli ad un’armonizzazione saranno più complessi.

di Antonella Giordano

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