Milano, Pendolari presentano Carta dei diritti degli utenti

Mentre sui binari delle Ferrovie Nord, in prossimità della stazione di Saronno, si consumava l’ennesima mattinata di passione per i pendolari delle Nord, nei locali della Camera del Lavoro di Milano si è tenuta la prima (affollatissima!) assemblea nazionale degli utenti di Trenitalia. In un’aula gremita di cittadini, associazioni e comitati che si battono affinché il trasporto locale diventi una priorità nell’agenda politica italiana, Legambiente nell’ambito di Pendolaria – la campagna dell’associazione ambientalista in favore della mobilità regionale su ferro – ha tenuto a battesimo la prima grande alleanza per chiedere a gran voce più investimenti, più treni e nuove infrastrutture per fare uscire il trasporto ferroviario locale dalla grave crisi in cui versa ormai da troppo tempo.

All’assemblea nazionale, dove erano presenti anche insieme a amministratori pubblici, manager delle ferrovie e sindacati, è stata presentata la bozza della prima Carta dei Diritti dei Pendolari, che verrà valutata da tutti i Comitati regionali e servirà da base per l’apertura di un tavolo di trattativa. Dei dieci punti che compongono la Carta dei Servizi (sicurezza, confortevolezza del viaggio, accesso alle informazioni, decoro e funzionalità delle stazioni, sanzioni previste dal contratto di servizio tra le Regioni e Trenitalia, tipo di abbonamento, utilizzo del primo treno utile anche di categoria superiore, installazioni delle obleratrici a bordo treno, abbonamento solo treno, controllo dei documenti senza posti di blocco), tre sono considerati una priorità assoluta dai comitati dei pendolari.

"Chiediamo che in primo luogo vengano ripristinate le stazioni dismesse, chiuse e abbandonate al degrado, fonte di insicurezza sia per gli utenti delle Ferrovie sia per i residenti nelle vicinanze. Potrebbero essere offerte ai Comuni o ai privarti, per essere riaperte come attività commerciali, sedi di associazioni o altro", ha dichiarato a Help Consumatori Cesare Carbonari, portavoce del comitato spontaneo pendolari Milano-Torino. La seconda priorità riguarda l’utilizzo del primo treno utile, anche se di categoria superiore: "Chiediamo l’esenzione del pagamento del cambio servizio nel caso in cui di soppressione del treno regionale", continua Carbonari.

La terza priorità invece è relativa alle sanzioni previste dal contratto di servizio tra le Regioni e Trenitalia. "Chiediamo che gli importi per milioni di euro delle sanzioni vengano interamente ridistribuiti ai pendolari, in base al tipo di abbonamento sottoscritto", precisa Carbonari, sottolienando che secondo i dati del Censis la mobilità pendolare nel nostro Paese è in costante crescita (+ 14,5% tra il 2001 e il 2007) e riguarda circa 13 milioni di persone.

"A fronte di questa crescita la risposta da parte delle istituzioni negli anni è stata assolutamente inadeguata. Mentre si è investito nell’acquisto di nuovi convogli per i collegamenti Eurostar e altri stanziamenti sono previsti per l’entrata in funzione dei binari ad Alta Velocità, poco o nulla si è fatto per il trasporto pendolare", ha concluso Carbonari, sottolineando che è arrivato il momento di cambiare rotta, poiché il trasporto ferroviario locale è un’urgenza nazionale e una priorità che non può continuare ad essere ignorata ma che, al contrario, deve diventare uno degli obiettivi strategici delle politiche nazionali.

Intanto, a oltre un anno dalla presentazione del proprio piano industriale neanche l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, è soddisfatto della risposta di Stato e Regioni sugli investimenti previsti per potenziare il trasporto pubblico locale su rotaia. "Il piano presentato l’anno scorso", ha dichiarato a Help Consumatori il numero uno delle ferrovie a margine dell’assemblea nazionale dei pendolari, "prevede il potenziamento del trasporto regionale nelle grandi città con un’offerta maggiorata del 50% in quattro anni. Un obiettivo che potrà essere raggiunto con l’efficientamento degli attuali servizi e con una flotta nuova. Il problema è che non è ancora stato finanziato".

Quanto all’ipotesi di aumentare le tariffe Moretti ha ricordato che anche questa è una competenza delle Regioni così come la programmazione dei convogli che ogni giorno percorrono le ferrovie locali. "Se volete però un mio parere", ha aggiunto Moretti, "le tariffe sono troppo basse, è una vergogna che un abbonamento regionale costi 59 euro al mese andata e ritorno". Moretti ha però ammesso che le Fs hanno responsabilità per quanto riguarda la pulizia dei convogli e che per questo sono stati convocati dei tavoli con sindacati e associazioni dei pendolari per far valutare da società terze il lavoro delle aziende che attualmente puliscono i vagoni. "A metà marzo avremo la dimostrazione formale che alcuni contratti non sono rispettati e in questo caso saranno risolti", ha anticipatoMoretti, ammettendo in conclusione che però mancano i soldi per comprare treni, per ridurre l’affollamento sui convogli, per rendere più efficiente la rete ferroviaria del trasporto locale.

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