Mozzarella, conclusi i controlli: ok al commercio

"Oggi, tutti i nostri prodotti lattiero-caseari, mozzarella di bufala campana inclusa, possono essere commercializzati liberamente sul mercato internazionale, senza sottostare a rafforzamenti di controlli alle frontiere degli altri Paesi. Nei Paesi in cui sono state fatte analisi per la ricerca di diossina in mozzarelle, come ad esempio il Belgio, i prodotti sono risultati tutti conformi". Il "problema diossina" esiste ma "in modo circoscritto". Nei controlli effettuati nelle province di Napoli, Caserta e Avellino è risultato conforme l’85,6% dei campioni mentre il 14,4% non è risultato rispondente ai limiti cautelativi fissati in via provvisoria dal piano concordato con l’Europa. Nelle province di Salerno e Benevento, invece, tutti i campioni sono risultati conformi. È quanto si legge in una nota congiunta del Ministero della Salute e del Ministero delle Politiche Agricole, alimentari e forestali, che hanno presentato i risultati finali del Piano di controlli ufficiali per la ricerca delle diossine nella mozzarella di bufala campana.

I risultati, afferma il Ministero, "hanno evidenziato che il "problema diossina" esiste in modo circoscritto e comunque in misura ridotta rispetto a qualche anno fa, quando i riflettori dei mass-media, della comunità nazionale e internazionale, non erano puntati sulla Regione Campania, attirati dall’"emergenza rifiuti urbani".

Quali dunque l’esito del piano? Nella prima fase dei controlli, che ha coinvolto le province di Napoli, Caserta e Avellino, sono stati prelevati, in 173 caseifici, 271 campioni di latte provenienti da 646 diversi allevamenti: sono risultati conformi 232 campioni, pari all’85,6%, mentre 39 campioni (pari al 14,4% degli esaminati) sono risultati non rispondenti ai limiti cautelativi fissati in via provvisoria dal piano concordato con le autorità comunitarie. Sono stati dunque individuati 102 allevamenti "potenzialmente contaminati" sottoposti a sequestro sanitario. La seconda fase di controlli ha invece riguardato le province di Salerno e Benevento: sono stati prelevati 116 campioni di latte da 67 diversi caseifici per 313 allevamenti e tutti i campioni analizzati sono risultati conformi. "Ciò ha confermato – rileva il Ministero – che tali province non sono state interessate dal fenomeno della contaminazione da diossina".

Gli approfondimenti negli allevamenti che hanno superato i limiti fissati sono in corso e prevedono il prelievo di campioni di latte e di alimenti zootecnici, il divieto di cessione o commercializzazione a qualsiasi titolo di latte e prodotti lattiero-caseari da essi provenienti, e il divieto di movimentazione degli animali di qualsiasi specie. I controlli effettuati invece sugli 83 allevamenti posti sotto sequestro, che avevano fornito latte a 25 caseifici i cui prodotti erano risultati positivi alla diossina lo scorso marzo, hanno evidenziato che 48 sono risultati negativi alle analisi condotte su campioni di latte e mangime, 31 sono risultati positivi alle analisi sul latte e 4 sono risultati positivi alle analisi sul latte e mangimi.

L’operazione di controllo, aggiunge la nota, è stata effettuata "in tempi rapidissimi" e ha permesso "l’isolamento degli allevamenti a rischio diossina con il loro sequestro cautelativo, l’identificazione degli allevamenti contaminati dalla diossina, che consentirà di avviare le bonifiche necessarie a rimuovere le cause della contaminazione, la garanzia sul fatto che tutto il latte di bufala campano commercializzato in ambito nazionale ed internazionale è in regola con le norme sulla diossina e la certezza che tutti prodotti derivati dal latte di bufala campano commercializzati in ambito nazionale ed internazionale sono in regola con le norme sulla diossina".

"I risultati – ha commentato il ministro uscente Paolo De Castro – dimostrano che il problema diossina si lega a casi specifici, prontamente individuati, e sui quali si sono attuati e si stanno attuando tutti gli interventi atti ad assicurare la totale eliminazione del problema alla fonte. Ma questi risultati – continua De Castro – danno oggi la massima certezza ai consumatori italiani, europei e internazionali che la mozzarella di bufala campana posta in commercio è assolutamente sana. Occorre quindi lavorare rapidamente per riavvicinare i consumatori al prodotto, rilanciare i consumi ed anche aiutare le tantissime imprese, agricole e della trasformazione, che sono state duramente penalizzate dalla crisi della mozzarella".

Il Mipaaf insieme alla Regione Campania ha avviato nelle scorse settimane un tavolo tecnico con gli operatori per identificare strumenti di intervento per il rilancio del settore; nei prossimi giorni saranno raccolti gli elementi utili a quantificare i danni subiti dalle imprese e "successivamente – aggiunge il Mipaaf – potranno essere attivati gli strumenti di compensazione e soprattutto avviata una campagna di comunicazione tesa a sostenere il rapido rilancio dei consumi".

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