Mozzarelle, rientra l’allarme. L’Ue è soddisfatta

BRUXELLES. La Commissione Ue è soddisfatta. L’Italia sta gestendo in maniera adeguata il problema della mozzarella di bufala contenente percentuali di diossina superiore alla norma, "e, dopo aver valutato le informazioni date oggi dal Governo italiano, non c’è motivo di prendere ulteriori provvedimenti a livello europeo”. Con queste parole Nina Papadoulaki, portavoce del commissario alla Sanità, Androula Vassiliou ha rassicurato i consumatori italiani. Ma non solo. Bruxelles ha tenuto a sottolineare che "escluse le mozzarelle provenienti dai 25 stabilimenti in cui sono stati confermati livelli di diossina superiori al livello Ue, tutto il resto può essere venduto".

Intanto l’Italia ritira gli alimenti sospetti. L’annuncio del ritiro dei prodotti non a norma è stato dato questa mattina, proprio da Napoli, dal vicepremier Massimo D’Alema. E dopo il fitto scambio di informazioni e i colloqui intercorsi per tutta la giornata di ieri con gli uffici della Commissione Ue, il ministro della Salute Livia Turco ha inviato questa mattina una sua lettera al commissario per proporre "una gestione comune della crisi seguita alla scoperta di alcuni campioni di latte e mozzarelle di bufala con indici di diossina moderatamente superiori alle soglie previste dalla normative europee".Il ministro ha annunciato che è stato messo in atto un sistema che impone il ritiro e il richiamo degli alimenti non conformi, provenienti dai 25 stabilimenti risultati positivi e di tutti i prodotti provenienti dagli stabilimenti che eventualmente potranno risultare positivi ai controlli in atto. Il ministro ha inoltre fornito assicurazioni sulla messa in atto di un controllo sistematico di tutti i caseifici e degli allevamenti esistenti sul territorio della Regione Campania ed in via prioritaria nelle province di Caserta, Napoli ed Avellino.

Nessun Rischio per la salute. I consumatori europei possono tirare un sospiro di sollievo e continuare a mangiare mozzarella di bufala. Sono gli stessi tecnici della Commissione Ue a spiegare che una diossina ai livelli di quelli riscontrati nella mozzarella di bufala campana contaminata non rappresenta rischi immediati per la salute. ”Per parlare di vera nocività per l’uomo – ha detto la portavoce di Vassiliou- bisogna essere esposti o assumere quantità di diossina 5-10 volte superiori ai limiti ammessi. Non è questo il caso". Fonti di Bruxelles spiegano infatti che un consumatore dovrebbe mangiare quattro chilogrammi di mozzarella di bufala a settimana per superare la dose tollerabile stabilita dall’Oms.

Anche il Portogallo. Si aggiunge però un altro paese europeo tra quelli che hanno mostrato preoccupazione per l’allarme diossina. E dopo gli accertamenti che sta conducendo il Belgio alla frontiera, il ritiro dagli scaffali di vendita adottato dalla Francia "in ragione di una misura precauzionale in attesa del risultato delle analisi", anche il Portogallo ha deciso di prendere provvedimenti. L’Autorità per la sicurezza alimentare (Asae) portoghese ha iniziato dei controlli a campione sulle mozzarelle italiane presenti nei negozi per verificare che non contengano diossina.

L’Italia non ci sta. La rappresentanza italiana presso l’Ue ha fatto sapere di ritenere misure adottate da questi paesi Ue ”non giustificate dalla rigorose misure nazionali immediatamente assunte” dall’Italia. "Nell’attuale contesto – ha riferito il portavoce Manuel Jacoangeli- iniziative precauzionali ulteriori di singoli Stati Ue risulterebbero a nostro avviso in contrasto col quadro comunitario”.

Ingiustificate Corea e Giappone. Per Bruxelles le misure contro la mozzarella di bufala campana prese dalla Corea del Sud e dal Giappone sono "ingiustificate". "Abbiamo chiesto a Seul e Tokyo- riferiscono fonti Ue- se le misure si basassero su dati e rilevamenti concreti. Loro ci hanno risposto che si sono basati esclusivamente su informazioni tratte dalla stampa. Per noi le misure prese da questi due paesi sono del tutto ingiustificate, e la Commissione non è disposta ad accettare che paesi terzi prendano misure contro prodotti europei senza una base concreta". Intanto in Giappone e in Corea la situazione si fa meno pesante con lo sblocco dei prodotti fermi a Seoul, Osaka e Tokyo. Le autorità coreane e giapponesi hanno deciso infatti di sdoganare i prodotti, sia di bufala che di mucca, tranne però quelli provenienti dalla Campania che per ora rimangono ancora fermi.

 

 

 

 

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