Multiproprietà, HC intervista Anna Bartolini

La Commissione UE ha avanzato a giugno una nuova proposta di modifica della direttivasulla multiproprietà del 1994, con l’intento di valorizzare i diritti dei consumatori sul mercato e stabilire condizioni di concorrenza eque per i venditori di tali prodotti. Questa tipologia di vacanza, che consiste nel trascorrere un periodo di tempo – una o più settimane – in un alloggio per le vacanze, in uno specifico momento dell’anno e per tre o più anni, è diffusa in molti paesi dell’Unione Europea.

Per saperne di più, HC ha intervistato Anna Bartolini, Rappresentante italiano al gruppoConsultivo Europeo Consumatori.

D. Qual è la diffusione della multiproprietà in Italia e in Europa?

R.In Italia, attualmente ci sono 200 villaggi-vacanza in multiproprietà e l’Italia è in Europa al secondo posto dopo la Spagna per il numero di località. L’unione Europea ha stimato una crescita annua del 4% e attualmente ci sarebbero 130.000 famiglie italiane che sono proprietarie di una multiproprietà. Questi i dati importanti per avere un’idea sulla diffusione di questa tipologia di vacanza.

D. Attualmente quali sono le garanzie per il consumatore?

R. Oggi, per chi acquista una multiproprietà esistono tre garanzie fondamentali. Innanzitutto, c’è il diritto a essere informati con un prospetto obbligatorio prima di firmare il contratto: quindi, il consiglio è mai accettare di fare qualcosa senza questo documento in mano.
Secondo, per impedire le vendite aggressive, esiste il diritto di ripensamento di 10 giorni.
Terzo, c’è il divieto per gli operatori di chiedere agli acquirenti un acconto durante il periodo di ripensamento: quindi, il consiglio è non pagare mai nulla prima del termine questo periodo. Una volta firmato il contratto, c’è anche il vincolo temporaneo di acquistare una multiproprietà per almeno tre anni.

D. Se le modifiche apportate saranno approvate, che cosa cambierà per il consumatore con questa nuova direttiva?

R. Lo scenario cambierà ora totalmente. Queste le novità che saranno contenute nella nuova direttiva:
1) Ci saranno contratti più brevi, anche inferiori ai tre anni.
2) Oltre ai beni immobili, includerà anche quelli mobili, come chiatte, roulotte e navi da crociera: soprattutto nel Nord Europa, infatti, c’è un acquisto di multiproprietà molto diversificato dalla casa, l’appartamento e la villetta, come siamo abituati in Italia (ricordiamoci che le norme valgono per l’Unione Europea).
3) La direttiva includerà prodotti a lungo termine per le vacanze, come i club vacanze scontati, per i quali i clienti pagano a volta 3mila euro per ottenere la password di accesso a un sito Internet su cui si offrono sconti enormi, spesso ingannevoli, su alloggi, voli e noleggi d’automobili.
4) Rivendita della multiproprietà. Attualmente ci sono delle grandi difficoltà per rivendere la propria quota di partecipazione alla multiproprietà: gli agenti chiedono un compenso per rivenderla. Questo sarà proibito con la nuova normativa.
5) Scambio di multiproprietà: alcuni possessori di multiproprietà pagano una quota aggiuntiva per far parte di un gruppo in cui è possibile scambiare le settimane di vacanza. Ci saranno ulteriori disposizioni relative alle informazioni che devono garantire il consumatore, il quale deve ricevere un quadro realistico dell’offerta, affinché le sue aspettative non vengano disattese. Se una persona è intenzionata a fare uno scambio di multiproprietà, ogni cosa deve essere precisa, scritta e dettagliata.
I prodotti a lungo termine delle vacanze, la rivendita, i programmi di scambio non sono attualmente sottoposti a regolamentazione e le norme relative al periodo di ripensamento non sono peraltro applicabili. Il consumatore che firma un contratto subendo la pressione di una vendita aggressiva ha oggi poche possibilità di cambiare idea: la nuova proposta valorizzerà i diritti dei consumatori sul mercato della multiproprietà e dei prodotti a lungo termine delle vacanze, e stabilirà condizioni di concorrenza eque per i rivenditori di tali prodotti.

D. Quali sono le denunce più frequenti che arrivano dai cittadini europei che si sono avvicinati alla multiproprietà? In particolare, qual è la situazione in Italia?

R. Per quanto riguarda la situazione in Italia, abbiamo avuto 39 reclami nel 2002, 41 nel 2003, 8 nel 2005, 13 nel 2006. La maggior parte delle denunce interessa proprio la rivendita e riguarda soggiorni in Spagna , mentre pochissimi reclami riguardano soggiorni in Italia. Il ché vuol dire che nel nostro paese c’è più correttezza che altrove. È chiaro che le situazioni più viste sono Spagna e Italia, perché la multiproprietà si rivolge soprattutto a questi due paesi.

D. Ci sono dei punti deboli in questa nuova proposta, secondo lei, oppure delle modifiche che apporterebbe?

R.Punti deboli nessuno. Questa proposta viene a colmare una lacuna importante: con la modifica della normativa, ci saranno più garanzie.

D. Quali consigli darebbe a chi decide di acquistare una quota di partecipazione a una multiproprietà?

R.Gran parte dei villaggi in multiproprietà in Italia è affiliata alla RC (Resort Condominiums) o RCI (Resort Condominiums International), ossia due circuiti di scambio, due associazioni che garantiscono di più i consumatori. I consumatori devono andare a vedere bene chi è la società e quali sono i diritti. Chi ha dei dubbi si rivolga al Centro Europeo dei Consumatori, che gestendo anche le controversie, può dare tutte le informazioni utili: l’email è info@ecc-net.it e il sito è www.ecc-net.it .

D. Quando si prevede l’entrata in vigore della nuova normativa?

R.Credo che arriveranno un po’ di correzioni, ma entro la fine dell’anno dovremmo avere la nuova direttiva. Se qualcuno ha dei dubbi sulla multiproprietà, aspetti, dunque, il prossimo anno!

A cura di Laura Simionato

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