Mutui, le banche italiane applicano il tasso BCE?

Le banche italiane continuano a far discutere le Associazioni dei consumatori. Oggi da Altroconsumo arriva un nuovo allarme: quasi nessun istituto italiano rispetta la legge, in vigore dal 1° gennaio 2009, che dà la possibilità di offrire ai clienti mutui variabili indicizzati al tasso della Banca Centrale Europea, che attualmente è all’1%. Il tasso BCE è più vantaggioso per il consumatore perché è meno soggetto agli scossoni del mercato e ai rincari dei periodo di crisi. Non a caso la BCE sta mantenendo i tassi invariati da quasi un anno, dopo averli tagliati al minimo storico dal 1999. Ma le banche italiane, a quanto pare, sono restie ad offrire al cliente questa possibilità.

Altroconsumo ha analizzato i foglietti informativi dei mutui di una ventina di banche ed ha scoperto che quasi tutte continuano a proporre mutui a tassi variabili legati all’Euribor, un tasso interbancario calcolato sulle offerte delle maggiori banche europee, che è più soggetto alle variazioni del mercato.

Addirittura CheBanca! e UGF Banca non offrono affatto, per i mutui dell’abitazione principale, contratti indicizzati al tasso BCE. La maggior parte delle banche, invece, offrono mutui indicizzati al tasso BCE, ma ci applicano uno spread maggiore rispetto a quello applicato sul tasso Euribor, rendendo l’offerta meno conveniente. La differenza tra i due spread arriva ad essere anche dello 0,6%.

Purtroppo sono poche le banche che fanno eccezione, ma ci sono. Ad esempio Banca Etruria afferma che determinerà uno spread sul tasso BCE, in modo che il tasso finito sia uguale a quello calcolato con l’Euribor, mentre la Banca Popolare di Venezia già applica sul tasso BCE uno spread più basso di quello applicato all’Euribor. A fronte dei dati emersi dall’indagine, Altroconsumo ha chiesto alla Banca d’Italia di multare questi comportamenti scorretti, come previsto dalla legge 2/2009.

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