NATALE. Sulle tavole italiane trionferanno i prodotti tipici

Secondo la Cia (Confederazione italiana agricoltori) i banchetti delle feste saranno all’insegna del Made in Italy, per il cui l’acquisto si spenderanno 1,5 miliardi di euro. Molto richiesti i prodotti a denominazione di origine. A Natale gli italiani preferiscono la tradizione, anche a tavola. I pranzi e le cene delle prossime festività saranno contrassegnati dai prodotti tipici del Belpaese. La Cia (Confederazione italiana agricoltori) ha ipotizzato che, per acquistare il Made in Italy, quest’anno si spenderanno circa 1,5 miliardi di euro. Grande successo per la qualità certificata: molto gettonate sono infatti le produzioni a denominazione d’origine (Doc, Docg, Igt, Dop e Igp).

Il 40% dei 1,5 miliardi previsti (ossia 600 milioni di euro) sarà speso in vini e spumanti, il 29 % in prosciutti e salumi (435 milioni di euro), il 26 % in formaggi (390 milioni di euro), il 4 % in frutta fresca e secca e legumi (60 milioni di euro) e l’1 % in olio extravergine di oliva (15 milioni di euro). "La scelta degli italiani – rileva la Cia – conferma il legame ancora forte con le tradizioni del Natale che hanno radici profonde nelle nostre regioni e nelle tantissime specialità locali. Da qui l’attenzione verso i 4100 prodotti tipici regionali, gli oltre 450 vini a denominazione d’origine, le 155 Dop (Denominazione di origine protetta) e Igp (Indicazione geografica protetta). Un patrimonio non solo economico (un fatturato annuo al consumo che supera i 9,3 miliardi di euro e un valore alla produzione di 4,8 miliardi di euro), ma anche culturale. Patrimonio sempre più punta di diamante del "made in Italy", nonostante il continuo e massiccio attacco dell’agropirateria sui mercati internazionali".

"A Natale, Capodanno e Epifania – sottolinea la Cia- si mangerà "tipico" e, quindi, soprattutto italiano. Continua così a crescere l’interesse verso le produzioni tradizionali e di qualità delle nostre terre. Una scelta alimentare che si è fatta sempre più mirata ed oculata. Non si spende più tanto per acquistare, ma si guarda sempre più alle caratteristiche del prodotto, con un occhio al suo legame con il territorio". "Sulle tavole imbandite per le feste di fine anno – evidenzia la Confederazione – i prodotti tipici "made in Italy" faranno, pertanto, veramente la parte del leone. Si va dal prosciutto di Parma a quello di San Daniele, dal culatello di Zibello al capocollo, alla soppressata di Calabria, allo zampone e al cotechino di Modena, dallo speck dell’Alto Adige al lardo di Arnaud della Valle D’Aosta, dal gorgonzola al Parmigiano Reggiano, al Grana Padano, al Pecorino Romano e sardo, alla mozzarella di bufala campana al caciocavallo Silano, dalle arance rosse di Sicilia alla nocciola di Piemonte, dalla lenticchia di Castelluccio ai capperi di Pantelleria, alla nocciola di Giffoni, dall’olio di oliva di Brisighella a quelli di Canino, del Cilento della Riviera Ligure, della Sabina, dell’Umbria, della Puglia e delle Valli Trapanasi; al pane di Altamura al casereccio di Genzano". "Dunque, il prodotto territoriale – conclude la Cia- , che ci avvicina alla tradizione di tantissimi paesi e borghi, sarà protagonista anche delle imminenti feste, rinnovando un successo che in questi ultimi anni è andato sempre più crescendo".

 

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