NO PROFIT. Cooperazione internazionale: Italia in crisi

Ad oggi la Cooperazione italiana vive un momento di forte crisi. Secondo lo studio "Sistemi di Cooperazione a confronto: spunti dall’Europa" oggi presentato a Roma dal VIS (Volontariato internazionale per lo Sviluppo) e dal CeSPI (Centro Studi di politica internazionale) al contrario dell’immobilismo italiano, in Europa ci si sta muovendo cercando di migliorare, di rivedere le priorità, le strategie, il management, di aumentare le risorse.

La ricerca ha inteso analizzare e comparare i modelli esistenti a livello europeo dove, già da tempo, le politiche della Cooperazione allo Sviluppo hanno assunto una propria dignità attraverso l’istituzione di Ministeri ad hoc la cui attività ben organizzata, coerente e efficace, disgiunta dalle scelte di politica estera, assume una rilevanza di primo piano.

Secondo lo studio la crisi italiana non dipende solo dalla necessità di reperire nuove risorse, ma di riformare la macchina della Cooperazione nel nostro Paese che non ha mai funzionato a dovere perché condizionata dalla cronica assenza di procedure amministrative certe, efficienza gestionale, reale protagonismo consultivo degli attori più importanti, obiettivi e priorità chiari, coerenza delle varie politiche per lo sviluppo e di un sistema di monitoraggio e di valutazione sull’efficienza ed efficacia degli aiuti. "La Cooperazione allo Sviluppo italiana va ripensata insieme ad una riformulazione globale degli orizzonti strategici e dell’identità della Cooperazione stessa, nonché dell’assetto istituzionale portante", ha affermato Antonio Raimondi, Presidente del VIS.

"Se è vero – ha proseguito – che l’articolo 1 della Legge 49/87 (Nuova disciplina della cooperazione dell’italia con i paesi in via di sviluppo) recita che la Cooperazione allo Sviluppo è parte integrante della politica estera italiana, la vera sfida consiste proprio nel dotare la Cooperazione di una propria dignità politica, disgiunta dalle scelte di politica estera. Si tratta di passare da impegno opzionale delle azioni di Governo a vero e proprio attore di rango istituzionale, anche con la creazione di un Ministero per lotta alla Povertà e alla Solidarietà Internazionale, strumento imprescindibile per la costruzione del Welfare mondiale. La ricerca rappresenta la volontà di ripensare ed allargare lo sguardo oltre i nostri confini, traendo insegnamento dalle esperienze europee, per ridisegnare una nostra politica di Cooperazione allo Sviluppo, sprovincializzando in tal modo il dibattito sulla riforma futura".

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