NO PROFIT. Volontariato: cresce settore, 12 mila gli occupati. Rapporto Ministero Welfare

Cresce il volontariato nel nostro paese, soprattutto al sud. In 8 anni, dal 1995 al 2003, le associazioni sono aumentate del 152%, ma in alcune regioni meridionali – come Sicilia, Molise, Campania – l’incremento è stato addirittura il doppio. Lo dice il Rapporto biennale dell’ Osservatorio sul volontariato in Italia del Ministero del Welfare, presentato oggi, in cui, fra l’altro, si rileva che a fronte di un calo del tradizionale impegno nella sanità e nell’assistenza sociale, sale il volontariato nelle attività ricreative e culturali, nella protezione civile ed ambientale. Importanti le ricadute del settore nell’occupazione, visto che impiega 12 mila dipendenti, ben il 77% in più nell’ arco di tempo considerato. I volontari sono 826 mila (+71,4%).
Erano 8.343 nel 1995, sono diventate 21.021 nel 2003, anno in cui per ogni organizzazione che ha cessato la sua attività se ne sono iscritte più di 10. Le regioni con una crescita superiore al 300% sono la Sicilia, il Molise, la Campania, le province autonome di Trento e Bolzano, la Basilicata e le Marche.

Il 52,2% delle persone che svolgono volontariato è occupato, il 29,5% è pensionato. Rispetto al ’95 salgono i volontari ritirati dal lavoro (+11,3%) e gli occupati +5,5%). Il 12,8% e’ laureato, il 44,4% è diplomato. E’ cresciuto dell’8,7% il numero dei diplomati e dell’1,5% quello dei laureati. La sanità (28%) e l’assistenza sociale (27,8%) restano i settori di maggiore attività del volontariato. Ma sono calati rispettivamente del 14,4% e del 2,7%. In aumento i settori della ricreazione e della cultura (dal 11,7% al 14,6%), della protezione civile (dal 6,4% al 9,6%) e della protezione ambientale (dal 2,2% al 4,4%). E’ in aumento il numero delle organizzazioni che offrono servizi all’utenza: 15.652 contro le 5.650 del 1997 e le 13.451 del 2001; esse sono il 74,5% (erano il 48,2% nel 1997 e il 73,5% nel 2001). Chi svolge volontariato assiste i malati e traumatizzati (51,6%), gli utenti senza specifici disagi (9,9%), gli anziani autosufficienti (9,4%), i minori (7,7%), gli immigrati (4,3%), i disabili (2,8%).

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