NORMATIVA. Bruxelles punta a stabilire regole per divorzi di coppie miste

BRUXELLES- L’Unione europea punta ad armonizzare alcune regole sul divorzio,
attualmente molto differenziate tra gli Stati Ue, in modo da facilitare la soluzione delle dispute tra coppie composte da partner di diversa nazionalità. Con l’appoggio della presidenza tedesca, la Commissione Ue vuole stabilire alcune regole comuni per determinare quale sia la legislazione di riferimento in caso di dispute in modo da evitare conflitti di competenza tra sentenze.

Durante il Consiglio informale dei ministri Ue degli Interni e della Giustizia, in corso oggi a Dresda il ministro tedesco della Giustizia, Brigitte Zypries, il cui Paese detiene la Presidenza di turno dell’Ue, ha spiegato che adottando questa soluzione "sarebbe garantita la libertà di scelta per i cittadini in materia di divorzio".

Ogni coppia mista dovrebbe così decidere al momento di sposarsi quale legislazione
applicare in caso di divorzio. Se invece i partner non si esprimessero al momento del matrimonio, la Commissione sostiene che dovrebbero applicarsi le regole dello stato di residenza della coppia. Attualmente, in caso di divorzio di una coppia mista, vale il principio della tempestività: il partner che si rivolge per primo ad un giudice decide in sostanza quale legislazione applicare.

 

L’ipotesi della nuova regolamentazione riguarderebbe 170.000 coppie in tutta l’Ue, pari a circa il 20% del totale ma le discussioni sono ancora aperte visto che alcuni Stati, come Irlanda o Malta, non riconoscono il divorzio e quindi non intendono trovarsi nella condizione di dover accettare il divorzio di un proprio cittadino in quanto applicato in un altro Stato. Questo concetto potrebbe inoltre essere applicato anche alle altre relazioni di fatto, comprese quelle omosessuali, che in molti Stati (tra cui l’Italia) non sono riconosciute.

Secondo quanto emerge da un sondaggio Eurobarometro, circa un cittadino europeo su
tre vuole poter scegliere quale legislazione nazionale applicare in caso di divorzio; un altro 14% vorrebbe poter scegliere il Paese in cui svolgere le procedure, e il 52% vorrebbe poter usufruire di entrambe queste opzioni. Gli italiani favorevoli alla doppia opportunità sono il 46%.
Dal sondaggio emerge un generalizzato consenso tra i cittadini europei per un ruolo rafforzato dell’Ue nel facilitare, e in un certo senso armonizzare, le leggi nazionali in materia di diritto di famiglia. Il 76% degli europei (e l’87% degli italiani) vorrebbe per esempio che l’Ue facilitasse le regole per le adozioni. La stragrande maggioranza vorrebbe inoltre per l’Ue un ruolo per lo meno di facilitatore sulle legislazioni relative al divorzio, alla custodia di bambini e anche all’eredità.

FONTE: http://ec.europa.eu/public_opinion/flash/fl188b_en.pdf

 

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