Novel food e carni clonate. Parla Gianni Pittella

Il Parlamento europeo durante l’ultima sessione plenaria di Strasburgo ha chiesto alla Commissione di presentare al più presto una nuova proposta legislativa in merito alla legislazione sui "nuovi alimenti" che comprende la vendita di carni clonate sul mercato europeo. Dopo il fallimento dei negoziati tra Parlamento e Consiglio, i tentativi di modificare la vecchia legislazione del 1997, durati circa tre anni, sono risultati completamente vani. Il Consiglio si è opposto alla proposta del Parlamento sia di mettere al bando la vendita di carni prodotte dalla progenie di animali clonati, sia almeno di rendere l’informazione chiara in etichetta.

Help Consumatori ha chiesto al vice presidente del Parlamento europeo Gianni Pittella (S&D) un parere sul mancato accordo e su quali, secondo lui, potrebbero essere i futuri scenari.

Cosa ne pensa del mancato accordo tra istituzioni Ue?

"Sono stupito e amareggiato. Alle belle parole non sono seguiti i fatti. Tutti sono a favore della trasparenza, ma quando bisogna passare alle scelte politiche ci si tira indietro. Noi del parlamento, in un secondo momento, non avevano chiesto il divieto dei prodotti ricavati dalla progenie dei clonati, ma la loro chiara indicazione in etichetta, condizione minima per trovare un accordo. Il Consiglio era d’accordo a mettere al bando solo la carne bovina proveniente direttamente da animali clonati, lasciando fuori tutto il resto, ad esempio gli altri tipi di carne e i prodotti lattiero-casearii".

Come spiega questo stop del Consiglio?

"I governi nazionali (che compongono il Consiglio Ue, ndr) erano profondamente divisi. Soprattutto quelli del nord non avevano intenzione di trovare un accordo. Francesi e italiani, invece, erano favorevoli. Altri erano indecisi. Io personalmente non ho ricevuto alcun tipo di pressione, ma posso immaginare che gli interessi commerciali di qualche grande azienda possano aver condizionato qualche governo. Nell’Europa settentrionale sono a favore del libero commercio anche delle carni clonate. Noi italiani vogliamo più trasparenza, dare almeno la possibilità di scegliere al consumatore.

Quindi si può parlare di scontro da interessi differenti?

"In un certo senso si. Il commissario Ue al Commercio, il belga De Gucht, ha parlato di "guerra commerciale" se avessimo fatto l’accordo secondo quanto proposto dal parlamento. Il commissario Ue ai Consumatori, il maltese John Dalli, ha cercato di mediare, ma avrebbe potuto fare di più. Sono stati trovati dei documenti interni del Consiglio secondo i quali non ci sarebbe stata nessuna guerra commerciale.

Come risultato l’intera legislazione sui Novel food ha subito un stop forzato. Adesso cosa succederà?

Il commissario Dalli ha assunto un impegno nell’ultima riunione con il parlamento. La Commissione fornirà al più presto due proposte: una sui nanomateriali e una sulla clonazione. Quella sui novel food si può presentare indipendentemente, lasciando da parte quella sulla regolamentazione dei cibi clonati, dove è più difficile raggiungere un accordo.

Quali saranno i punti fermi del parlamento ai futuri negoziati?

"La nostra posizione è chiara e inamovibile: massima trasparenza e garanzia dei consumatori. Etichettatura e tracciabilità sono e restano elementi essenziali".

di Alessio Pisanò

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