OGM. Appello di Slow Food all’Ue: “No alla patata gm nella catena alimentare”

Oggi la Commissione Europea dovrebbe esprimersi sulla possibilità di autorizzare l’utilizzo della patata gm, inventata dalla multinazionale tedesca Basf, come mangime animale. Contro l’inserimento indiretto nella catena alimentare umana, attraverso il cibo dato agli animali, della parte vegetale della pianta (il tubero ha ricevuto già il via libera per la produzione di cellulosa), si sono schierati molti scienziati, secondo i quali ci sarebbe il rischio per l’organismo umano di diventare insensibile agli antibiotici di uso comune.

Carlo Petrini, presidente dell’associazione internazionale Slow Food, interpellato in occasione di un suo breve viaggio in Germania, paese dichiaratosi favorevole all’introduzione della patata gm, prodotta dal colosso chimico tedesco, ha detto: "Quando approvarono la coltivazione sperimentale della patata Basf, alle nostre proteste risposero che era una coltivazione a fini industriali perché l’amilopectina, di cui questo tubero gm favorisce la produzione, sarebbe servita solo per la produzione di carta. Puntualmente, invece, i peggiori timori trovano riscontro e ci troviamo di fronte a una gestione politica dell’Ue totalmente dimentica del proprio ruolo di rappresentante delle istanze della società civile, pronta a vestire invece i panni del giannizzero delle multinazionali".

"Ancora una volta – ha concluso il presidentedi Slow Food Internazionale – chiediamo con forza che ai proclami sul valore delle produzioni tipiche, sulla salvaguardia dell’ambiente, sulla salute dei consumatori facciano seguito da parte della Commissione europea comportamenti coerenti e responsabili".

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