OGM. Cia e Greenpeace: “No al riso transgenico in Ue”

La CIA (Confederazione italiana agricoltori) è contraria alla diffusione delle coltivazioni di riso in Europa. La Confederazione ha infatti firmato la petizione promossa dall’associazione ambientalista Greenpeace per impedire l’arrivo nei nostri campi e sulle nostre tavole del prodotto transgenico."Occorre tutelare – sostengono gli agricoltori – gli interessi dei consumatori e degli agricoltori europei. Non solo. C’è il rischio che il prodotto biotech possa determinare negative conseguenze nei paesi in via di sviluppo". "Con la petizione – sostiene la Confederazione – si chiede di respingere la proposta formulata dalla tedesca Bayer che ha sollecitato la Commissione Ue l’autorizzazione ad importare in Europa riso geneticamente modificato (denominato LLRICE62) e si ribadisce, pertanto, l’applicazione rigorosa del principio di precauzione per le colture transgeniche. In particolar modo, per il riso Ogm, per il quale si sollecita una moratoria alla coltivazione commerciale e all’importazione e un’analisi ponderata sull’impatto della commercializzazione per i paesi in via di sviluppo".

"Inoltre, viene sottolineata l’esigenza – si legge dalla nota – di un sostegno alla ricerca e allo sviluppo di un’agricoltura sostenibile, mentre si chiede alla comunità internazionale di partecipare alla lotta contro la fame e la malnutrizione, fornendo un’assistenza concreta ad agricoltori al fine di garantire la sicurezza alimentare e l’uso democratico delle risorse alimentari locali mediante politiche e pratiche responsabili e la promozione della biodiversità. Nel sostenere che il riso è l’alimento base della dieta di oltre tre miliardi di persone in tutto il mondo e che il prezioso chicco svolge un ruolo di primo piano nella vita sociale e culturale di diverse società del nostro Pianeta, la petizione afferma che la richiesta del colosso agroalimentare tedesco, se accolta, porrebbe rischi sconosciuti per la salute e per l’ambiente, mettendo in pericolo numerose varietà di riso esistenti oggi in Europa".

"Il nulla osta europeo al riso transgenico -si apprende nella petizione- permetterebbe non solo alla Bayer, ma anche ad altre aziende biotech di promuovere la coltivazione di riso Ogm nei paesi in via di sviluppo, spianando in tal modo la via alla contaminazione genetica delle varietà di riso già esistenti nelle aree di origine e di biodiversità e mettendo in pericolo la principale fonte alimentari di quelle popolose zone. L’impatto -avverte la Cia- ricadrà principalmente sulle popolazioni rurali, le più povere ed esposte". La petizione promossa da Greenpeace si conclude ricordando alla Commissione Ue e agli stati membri che i cittadini europei sono in gran parte contrari agli Ogm, sia in agricoltura che nell’alimentazione. "Pertanto, occorre tutelare – ribadisce la Cia – gli interessi di consumatori, agricoltori e ambiente, soprattutto nei paesi in via di sviluppo".

 

 

 

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