OGM. Coltivazioni a Pordenone, Task Force ad Autorità: intervenire con urgenza

Le Organizzazioni aderenti alla "Task Force per un’Italia libera da OGM" in una lettera chiedono ai Ministri, al Presidente e all’Assessore della Regione Friuli Venezia Giulia un tempestivo intervento riguardo alla vicenda delle semine illegali di mais transgenico effettuate, nei mesi scorsi, in Provincia di Pordenone.

La scorsa settimana, infatti, è giunto il verdetto: il campo di mais nel comune di Fanna (Pordenone) è transgenico, per la precisione si tratta di MON810, un mais OGM brevettato dalla statunitense Monsanto.

Dopo l’accertamento, le Organizzazioni hanno posto in essere tutte le iniziative possibili per denunciare all’autorità giudiziaria e alle Istituzioni la situazione di grave illegalità che è venuta a crearsi in Friuli-Venezia Giulia, a seguito delle suddette semine. In particolare, le Organizzazioni ricordano che:

  • in Italia, ai sensi dell’articolo 1, comma 2 del decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 212, non è consentito procedere alla messa in coltura di sementi transgeniche in assenza delle previste autorizzazioni di legge;
  • l’articolo 1, comma 5 del suddetto decreto legislativo 212/2001 dispone che: "Chi mette in coltura prodotti sementieri di varietà geneticamente modificate senza l’autorizzazione di cui al comma 2, è punito con la pena dell’arresto da sei mesi a tre anni o dell’ammenda fino a 100 milioni di lire. La stessa sanzione si applica in caso di revoca o sospensione dell’autorizzazione".
  • il 26 aprile scorso due associazioni "Agricoltori federati" e "Movimento libertario" hanno annunciato che, sebbene in assenza delle prescritte autorizzazioni avrebbero, comunque, proceduto alle semine di mais transgenico su terreni di loro proprietà, in provincia di Pordenone;
  • a tale palese violazione di legge sono seguite specifiche denunce all’autorità giudiziaria da parte, sia dell’Assessore all’agricoltura della Regione Friuli Venezia Giulia, sia di componenti della Task Force ed uno dei terreni sospetti, nel comune di Fanna, è stato posto sotto sequestro per ordine del Procuratore di Pordenone che ha, però, fissato un periodo di trenta giorni per le analisi peritali (analisi che in genere si fanno in un giorno), costituendo, di fatto, le condizioni per consentire la contaminazione dell’ambiente circostante per tramite del polline transgenico giunto, nel frattempo, a maturazione;
  • tale situazione, di fatto, assimilabile ad una inazione della Procura della Repubblica di Pordenone è stata posta, dalle scriventi Organizzazioni, all’attenzione del Capo dello Stato, nella sua veste di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura;
  • da analisi, comunque, effettuate in loco è stata acquisita la certezza che almeno due campi (quello sotto sequestro nel comune di Fanna e un secondo nel comune di Vivaro), sono costituiti da piante transgeniche (mais Ogm – MON810) e che, con ogni probabilità, altre coltivazioni geneticamente modificate sono state realizzate in aree circostanti.

A fronte di una tale situazione – si legge nella lettera – si chiede alle Autorità in indirizzo di assumere, ciascuna in base alle proprie competenze, e con estrema urgenza tutte le iniziative necessarie per:

  • procedere alla immediata distruzione delle coltivazioni transgeniche già individuate;
  • eseguire le analisi necessarie per individuare altre coltivazioni illegali e verificare eventuali contaminazioni da parte delle piante transgeniche;
  • verificare la correttezza dell’operato della Procura della Repubblica di Pordenone;
  • perseguire i responsabili delle semine illegali;
  • annunciare la costituzione di parte civile delle Amministrazioni con competenza diretta in materia di OGM, in caso di rinvio a giudizio dei responsabili.

 

 

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