OGM. Commissione Sementi nega autorizzazione a mais. Soddisfazione di consumatori e ambientalisti

La Commissione Sementi ha negato all’unanimità l’autorizzazione alla domanda di iscrizione al registro di un mais Ogm. Una decisione che trova il favore del ministero delle Politiche agricole, dei Consumatori e degli ambientalisti, che sottolineano l’importanza del principio di cautela e la sostanziale contrarietà dei cittadini agli organismi geneticamente modificati.

"La decisione presa oggi dalla Commissione Sementi di negare l’autorizzazione alla domanda di iscrizione al registro di un mais Ogm, appare particolarmente significativa perché presa all’unanimità da tutti i membri della Commissione. Sia i rappresentanti delle Regioni che quelli dei tre Ministeri che compongono la Commissione si sono espressi per il principio di cautela che ha finora caratterizzato la politica agricola del Paese su questo delicato tema": così il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia ha annunciato la decisione presa dalla Commissione Sementi Geneticamente Modificate, nella quale sono rappresentati, oltre al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministero della Salute, le Regioni Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Toscana e Veneto. "Constato con soddisfazione – ha proseguito Zaia – che la posizione che in questi anni ha condiviso la stragrande maggioranza dei cittadini e dei contadini del nostro Paese, ha trovato, anche nelle diverse istituzioni rappresentate nella Commissione, una comunione di intenti che rassicura ulteriormente tutti i consumatori italiani".

Soddisfatti Federconsumatori, Adusbef e Movimento Consumatori: "Le nostre associazioni – commentano – si sono sempre battute contro la coltivazione e l’utilizzo di tali organismi nel nostro Paese, in base al principio di precauzione e con la convinzione che la nostra agricoltura vada preservata valorizzando sempre di più la genuinità e la specificità delle colture italiane".

Anche Legambiente si dichiara soddisfatta "perché con questa decisione si ammette chiaramente che ad oggi non ci sono le condizioni per iniziare coltivazioni Ogm".

"Intraprendere la strada dei prodotti transgenici costituisce una scelta irreversibile, rispetto alla quale sono necessarie valutazioni che non lasciano nulla al caso – ha dichiarato Francesco Ferrante, responsabile agricoltura di Legambiente – E’ per questo che siamo soddisfatti di come si è pronunciata oggi la Commissione Sementi. Speriamo, dunque che ora il Ministro prosegua su questa strada, scegliendo di utilizzare la clausola di salvaguardia, prevista dall’Unione europea, anche per la coltivazione della patata Ogm".

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