OGM. Commissione Ue avvia procedura per autorizzare due mais Gm. Contrarietà di Cia e Legambiente

La Commissione europea ha avviato la procedura per l’autorizzazione di due mais geneticamente modificati destinati alla coltivazione in Europa. "E’ una decisione sulla quale non possiamo che esprimere il nostro totale dissenso": questo il commento della Cia-Confederazione italiana agricoltori. "La proposta, giunta in porto dopo mesi di forti contrasti tra gli stessi commissari europei, passerà nelle prossime settimane al vaglio del Comitato di autorizzazione Ue degli Ogm, in cui sono presenti, a livello tecnico, i rappresentanti dei 27 Stati membri – scrive la Cia in una nota – Una decisione del genere da parte dell’Esecutivo comunitario non ha un carattere democratico e non tiene affatto conto delle indicazioni che vengono da istituzioni importanti come il Parlamento europeo".

La possibile autorizzazione alla coltivazione per i due mais prodotti e commercializzati dalle multinazionali del biotech Syngenta e Pioneer è stata accolta negativamente da Legambiente. Commenta il responsabile agricoltura di Legambiente, Francesco Ferrante: "La proposta della Commissione europea di avviare la procedura di autorizzazione due tipi di mais geneticamente modificati (il Bt11 della multinazionale Syngenta e il Bt1507 della società Pioneer) è un fatto grave che speriamo fortemente venga scongiurato dal senso di responsabilità dei paesi membri chiamati a votarne l’autorizzazione. Se, come è ormai evidente a tutti, non possiamo contare sull’Agenzia europea per la difesa della nostra salute, almeno siano i Governi ad assumersi il compito di difendere l’ambiente e l’economia, contrastando l’ipotesi devastante e irreversibile di coltivare piante Gm in Europa, almeno fin quando non saranno completamente garantiti tutti gli aspetti relativi all’impatto di tali organismi sulla salute, le produzioni agricole e l’ambiente in generale".

"E’ necessario – ha sottolineato Ferrante – che nel prossimo appuntamento del Comitato di autorizzazione, un numero significativo di Stati membri voti contro, per evitare la farsa dell’approvazione "senza responsabili" dovuta al non raggiungimento della maggioranza qualificata (voto ponderato, equilibrato tra i diversi Stati membri, necessario per le decisioni più importanti)".

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