OGM. Commissione Ue: sì a regioni e produzioni free, ma su base volontaria

BRUXELLES. "Le Regioni chiuse agli ogm e i prodotti con etichette non ogm si potranno fare ma su base volontaria e non amministrativa." E’ quanto hanno risposto i tecnici della Commissione europea agli esperti delle regioni della rete ogm-free. Gli esperti di 7 regioni della rete europea ogm-free, presieduta dalla Toscana, sono arrivati ieri a Bruxelles per confrontarsi con i rappresentanti delle direzioni generali dell’agricoltura, della salute e protezione dei consumatori, dell’ambiente, del commercio e del segretariato generale.

Nell’occasione gli esperti della Toscana, dell’Alta Austria, dell’Aquitania, della Bretagna, del Lazio, dell’Umbria e del coordinamento delle autorità locali della Grecia hanno potuto dialogare con i tecnici della Commissione sulle regole della coesistenza, sulla strategia europea per le biotecnologie, sulla necessità di una maggiore protezione dei consumatori e dell’ambiente e sul ruolo che le regioni possono giocare in questo contesto.

Tra le questioni sollevate dagli esperti regionali innanzi tutto la necessità di alcune regioni europee di chiudere le porte agli ogm per non deprezzare il valore aggiunto costituito dall’immagine dei loro prodotti di qualità: non a caso è intervenuto all’incontro anche il presidente del network europeo delle regioni dei prodotti agricoli a denominazione d’origine europea controllata, sottolineando la contraddizione tra il lavoro svolto in questi anni per conquistare le DOP e le IGP e il rischio odierno di contaminazione da parte degli ogm.

A questa esigenza la risposta della Commissione ha prospettato la possibilità di una soluzione non amministrativa, ma su base volontaria, concordata tra le amministrazioni e gli agricoltori, sulla base dell’esperienza che sta avanzando in Portogallo. Quindi la forte richiesta di una riconoscibilità trasparente della tracciabilità delle filiere alimentari non ogm e soprattutto dei prodotti derivanti da allevamenti in cui non vengono utilizzati mangimi ogm.

Oggi infatti tali prodotti non sono tracciati e il consumatore non possiede gli strumenti per operare una scelta conseguente. Anche in questo caso la Commissione ha fatto presente la possibilità di un’etichettatura su base volontaria, ottemperante alla normativa europea e riferita a tipologie di prodotti per le quali si presenti effettivamente il rischio di confusione da parte del consumatore.

Oggi intanto al Parlamento europeo si sono riuniti 300 rappresentanti della regioni Ogm-free in occasione della terza conferenza internazionale del movimento "ogmfree, biodiversità e sviluppo rurale".

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