OGM. Conferenza Stato-Regioni ha deciso: no alle linee guida sulla coesistenza

Gli assessori regionali all’agricoltura riuniti oggi nella Conferenza Stato-Regioni non hanno approvato le linee guida per la coesistenza tra coltivazioni ogm e coltivazioni tradizionali e biologiche. Hanno invece adottato un documento, proposto dal coordinatore nazionale Stefàno, che dà mandato al Ministro di applicare le clausole di salvaguardia sulla questione ogm.

"La votazione all’unanimità degli Assessori sancisce senza ombra di dubbio che l’Italia è e deve rimanere un Paese libero da Ogm". Roberto Burdese, Presidente di Slow Food Italia, commenta così la riunione: "L’esito della Conferenza Stato-Regioni è una notizia positiva per gli agricoltori e i consumatori italiani. La strada che gli Assessori hanno intrapreso oggi non lascia ombra di dubbio. Slow Food si mette a disposizione per collaborare con istituzioni, enti, organizzazioni e società civile per un’Italia libera da Ogm".

Soddisfatta anche la Task Force anti Ogm: "La Task Force per un’Italia libera da Ogm, composta da Acli, Adoc, Adusbef, Aiab, Amab, Campagna Amica, Cia, Città del Vino, Cna alimentare, Codacons, Coldiretti, Crocevia, Fai, Federconsumatori, Federparchi, Focsiv, Fondazione Univerde, Greenaccord, Greenpeace, Lega Pesca, Legacoop Agroalimentare, Legambiente, Movimento difesa del cittadino, Slow Food, Unci, Vas e Wwf, esprime il più vivo apprezzamento per la decisione di respingere definitivamente ogni ipotesi di contaminazione da Ogm, affidando ad un documento politico la richiesta al Governo di avanzare in Europa una proposta chiara di esclusione dagli Ogm e di valorizzazione dei prodotti territoriali di identità".

Intanto ieri la 9° Commissione permanente del Senato nell’esaminare la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2001/18/CE per quanto concerne la possibilità per gli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione di organismi geneticamente modificati sul loro territorio, ha affermato, esprimendosi in senso non ostativo sull’applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità:

  • la piena convinzione che l’Italia voglia avvalersi della facoltà di escludere la coltivazione, sul territorio nazionale, di ogm autorizzati dall’Unione Europea, alla luce dei potenziali effetti socio-economici negativi delle colture transgeniche sui vari sistemi agricoli locali, caratterizzati dalla tipicità e qualità dei prodotti e dal collegamenti degli stessi con il territorio;
  • l’esigenza che la facoltà, riconosciuta ai singoli Stati membri, di limitare la coltivazione di ogm venga estesa anche alle situazioni suffragate da motivazioni di carattere sanitario o ambientale.

 

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