OGM. Corpo Forestale: aumentano i controlli. Nel 2005 diminuite le irregolarità (1)

Da un lato ci sono cittadini e consumatori, che vogliono conoscere gli effetti dei prodotti OGM sulla salute. Dall’altra le aziende, che assicurano sulla bontà dei loro prodotti. C’è il legislatore che a sua volta sta mettendo a punto una normativa particolareggiata, mentre si rafforza il ruolo di controllo del Corpo Forestale dello Stato a garanzia dei consumatori. Questi i temi affrontati durante la tavola rotonda "Ogm: una strada senza ritorno? Il ruolo del Corpo Forestale dello Stato a tutela del consumatore", organizzata oggi a Roma dal Corpo Forestale dello Stato e dal MiPAF, ora Ministero delle Politiche Agricole Alimentali e Forestali. Alla tavola rotonda, organizzata in occasione del primo anno della rivista Silvae, sono intervenuti il Direttore Generale dell’INRAN Giovanni Monastra, il Direttore dell’Assobiotec Leonardo Vingiani, il Supervisore delle Ricerche Alimentari di Altroconsumo Franca Braga e il Capo del Cfs Cesare Patrone.

"Il ruolo di controllo del Corpo Forestale dello Stato per garantire i consumatori e gli imprenditori in tema di Ogm si svolge in un quadro legislativo delicato e difficile – ha sottolineato il Vice Questore del Cfs Benedetto Ricci – La specifica attività di controllo nel comparto agro-alimentare coinvolge anche e soprattutto il controllo sugli Ogm col fine ultimo di allontanare i rischi per la salute umana e per l’ambiente". L’esperienza del Corpo Forestale dello Stato in materia di Ogm risale al 2003, quando gli ICRF della Lombardia e del Veneto fecero presente che alcuni lotti di masi ibrido prodotti da una nota multinazionale erano da considerarsi irregolari per la presenza di Ogm. Il caso si concluse con il sequestro dei terreni, come disposto dal Procuratore della Repubblica di Fermo, e con l’incenerimento di tutta la granella di mais contaminata.

In seguito all’episodio la regione Marche ha dettato disposizioni in materia di salvaguardia delle produzioni agricole, tipiche, di qualità e biologiche . "Ora – ha detto Ricci – noi facciamo annualmente controlli sull’intera filiera agroalimentare. Le maggiori irregolarità sono state riscontrate nel 2003 e nel 2004. Nel 2005, invece, è stato riscontrato un calo delle frodi e delle irregolarità". Le difficoltà naturalmente non mancano: le risorse a disposizione non consentono il controllo in tempi brevi della passata di pomodoro, mentre il controllo risulta più efficace se viene effettuato sulla materia prima.

La domanda sugli Ogm va contestualizzata tenendo conto del sistema Italia e delle singole categorie di prodotti. Vanno distinti "gli Ogm ottenuti accelerando di molto processi che possono avvenire in natura, dagli Ogm realmente transgenici (dove si inseriscono geni provenienti da organismi filogeneticamente molto lontani dalla pianta recettrice)": questo il commento di Giovanni Monastra, Direttore Generale dell’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) che ha sottolineato la necessità di rafforzare la sperimentazione pubblica. Monastra ha inoltre sintetizzato alcuni risultati del progetto "Ogm in agricoltura", finanziato con 3,2 milioni di euro dal MiPAF, coordinato dall’INRAN e in corso di realizzazione: sul mais Bt è stata verificata una certa instabilità del genoma ed è opportuno che ci siano controlli periodici anche post-commercializzazione; alcuni esperimenti svolti su topi giovani e anziani hanno evidenziato modifiche nel sistema immunitario e bisogna dunque capire se queste hanno rilevanza patologica; gli agricoltori italiani interessati a coltivare Ogm sono il 18%; la percezione complessiva del consumatore è sfavorevole. I due terzi degli italiani si dichiarano infatti contrari agli Ogm per due motivi fondamentali: temono la ricaduta degli Ogm sulla salute e credono che non diano sostanziali vantaggi. L’atteggiamento diventa meno negativo nel caso di Ogm che possono essere prodotti valorizzando processi che possono avvenire in natura.

Per Leonardo Vingiani, direttore dell’Assobiotec, è invece necessario che "finalmente si apra anche nel nostro Paese un’era nuova, quella nella quale sarà possibile misurare concretamente i benefici e le opportunità che i prodotti geneticamente migliorati possono offrire agli imprenditori agricoli e alla agricoltura nazionale". Secondo Vingiani "questi prodotti passano una trafila più severa di qualunque altro prodotto destinato all’alimentazione". Sul versante opposto la posizione di Altroconsumo che difende il diritto dei consumatori a essere correttamente informati e la garanzia del diritto di scelta.

Comments are closed.