OGM. Corte UE: miele con polline GM non può essere commercializzato senza autorizzazione

In Europa per commercializzare miele o integratori alimentari che contengono polline derivato da un organismo geneticamente modificato c’è bisogno dell’autorizzazione. Anche perché si tratta di prodotti destinati all’alimentazione umana e la direttiva comunitaria sugli ogm dispone che questi siano messi in commercio previa autorizzazione. Lo aveva già precisato l’avvocato generale della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, ed oggi arriva la sentenza della Corte che è intervenuta in una controversia tra un apicoltore amatoriale tedesco ed il proprietario di alcuni terreni sui quali è stato coltivato il mais della Monsanto MON 18, geneticamente modificato, che nel 1998 ha ottenuto l’autorizzazione ad essere commercializzato. Questi terreni sono a 500 metri di distanza dagli alveari dell’apicoltore, il quale produce miele e polline destinati alla vendita. Nel 2005, nel polline estratto dall’apicoltore (ed anche in alcuni campioni di miele) è stata riscontrata la presenza di DNA di mais MON 810 e di proteine transgeniche.

Ritenendo che la presenza di residui del mais geneticamente modificato rendesse i suoi prodotti apistici inadatti alla commercializzazione e al consumo, l’apicoltore si è rivolto al giudice. Il risultato è stata la sentenza della Corte, secondo cui non rientra più nella nozione di OGM una sostanza quale il polline derivante da una varietà di mais geneticamente modificato, la quale abbia perso la sua capacità riproduttiva e che sia priva di ogni capacità di trasferire il materiale genetico da essa contenuto. Ma il polline in questione rientra nell’ambito di applicazione del regolamento e dev’essere assoggettato al regime di autorizzazione da questo previsto per poter essere immesso in commercio.

 

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