OGM. Europa ancora divisa sulla “superpatata”

Superpatata: Ue divisa. I capi veterinari dei 27 stati membri riuniti, ieri a Bruxelles nel Comitato europeo per la catena alimentare e animale, infatti, non sono riusciti a riunire sulla proposta della Commissione ad autorizzare l’uso dei residui nè una decisione a favore nè una contraria. La parola adesso passa ai ministri dell’agricoltura e della sanità animale che si dovranno pronunciare nelle prossime settimane.

E questo, sia per quanto riguarda i residui della patata transgenica (EH92-527-1 chiamata anche Amflora) ma anche per altri tre ibridi di mais destinati essenzialmente alla alimentazione animale (Mon 863xNk603, Mon 863xMon810 e Mon 863xMon810xNK603).

Di fronte alle forti divisioni che interessano sia gli Stati membri che le Autorità comunitarie l’unica soluzione possibile e’ il rispetto del principio di precauzione per evitare di compiere scelte irreversibili che mettono a rischio salute e ambiente. E’ quanto commenta la Coldiretti che sottolinea: "nel momento in cui cresce in tutta Europa l’opposizione agli organismi geneticamente modificati (OGM) in agricoltura serve mantenere saldo il principio di precauzione. A spingere verso il divieto alla coltivazione della patata transgenica c’e’ peraltro il fatto che l’Agenzia europea dei farmaci, l’Emea, aveva messo in guardia dai rischi sulla presenza di un gene di resistenza agli antibiotici".

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