OGM. Greenpeace: svelato tentativo di lobby biotech di reclutare “ambasciatori” di OGM

Secondo alcuni documenti riservati pubblicati dal quotidiano inglese The Guardian, il gruppo di lobby biotech EuropaBio starebbe tentando di mettere in piedi una campagna di supporto pubblico agli Organismi Geneticamente Modificati (OGM), coinvolgendo personalità di alto profilo internazionale. Secondo il Guardian, gli "ambasciatori" non saranno pagati direttamente da EuropaBio, ma i lobbisti si sono offerti di scrivere per loro discorsi, ricerche, organizzare interviste con media internazionali, interventi a grandi conferenze e pagare le spese di alberghi e viaggi.

Greenpeace denuncia questo tentativo freddo e calcolato di spingere le vendite di prodotti OGM e prendere il controllo della catena alimentare. "L’industria biotech, sta tentando di manipolare il pubblico europeo, controllando personalità bene intenzionate ma male informate. Vuole mettergli le parole in bocca e pagare i loro conti degli alberghi, restando dietro le quinte e facendo finta di non essere coinvolta" dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna OGM di Greenpeace.

Ogni anno diventa sempre più chiaro che gli alimenti OGM non sono la panacea di tutti i mali, mentre tecnologie più efficaci e più sicure in campo agricolo vengono messe da parte dalle multinazionali biotech, perché meno redditizie. Secondo un Eurobarometro sulle biotecnologie del 2010, la percentuale degli europei che si oppone agli OGM è in aumento: oltre il 60% degli europei si oppongono al cibo OGM in Europa. "È un insulto nei confronti dei cittadini europei pensare che una campagna di pubbliche relazioni sia sufficiente ad annullare le preoccupazioni sulla sicurezza alimentare, dando invece priorità al profitto di poche aziende biotech. L’industria biotech – conclude Ferrario – abusa cinicamente della fame nel mondo per aumentare le vendite di OGM e delle sostanze chimiche che li accompagnano".

 

 

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