OGM. In arrivo una proposta della Commissione UE sui mangimi

"La coltivazione OGM ha implicazioni sull’organizzazione della produzione agricola, ed ha un impatto sulle scelte sia dei produttori che dei consumatori. Per garantire che i consumatori europei possano scegliere tra alimenti geneticamente modificati e alimenti non GM, non solo è necessario un sistema di tracciabilità e di etichettatura che funzioni correttamente, ma dovrebbe esserci un sistema agricolo in grado di fornire i diversi tipi di prodotti".

E’ quanto ha precisato il Commissario Ue alla salute e alla tutela dei consumatori, John Dalli, durante il suo discorso alla sesta Conferenza Europea sulle regioni OGM-free. Dalli ha sottolineato il fatto che "la capacità dell’industria alimentare di offrire un alto grado di scelta ai consumatori va di pari passo con la capacità del settore agricolo di mantenere separate le diverse filiere di produzione: organica, convenzionale, OGM".

Dalli ha annunciato che la Commissione Europea sta valutando una proposta di "soluzione tecnica" alla lieve presenza di OGM non autorizzati nell’Ue: una nuova proposta in materia di Ogm, limitata ai soli mangimi, che la Commissione potrebbe presentare al Comitato delle autorizzazioni Ue già ad ottobre. Il Commissario ha ricordato che il settore zootecnico europeo dipende per l’alimentazione degli animali, principalmente soia e mais, dalle importazioni dell’America del Nord e del Sud, i cui paesi stanno estendendo in modo crescente le produzioni biotech. ”Già ora – ha detto – la maggioranza dei mangimi (85-90%) è etichettata Ogm, come Ogm vengono etichettate fino al 95% le importazioni di soia.

 

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