OGM. L’Europa continua a discuterne….appuntamento al 9 giugno

BRUXELLESLa commissione Ambiente del Parlamento europeo ha votato a favore della possibilità per gli stati membri di regolamentare direttamente la coltivazione di Ogm ed eventualmente di proibirli nel proprio territorio per motivi sia ambientali che socio-economici. Nelle intenzioni degli eurodeputati c’è la tutela delle coltivazioni tradizionali e biologiche da eventuali contaminazioni Ogm e il rispetto della volontà nazionale di quei Paesi contrari alle colture geneticamente modificate. La votazione della commissione parlamentare, approvata con 34 voti a favore, 10 contro e 16 astenuti, va oltre la proposta iniziale della Commissione europea dello scorso luglio, che non comprendeva i "motivi ambientali" per la messa al bando e prendeva in considerazione l’istituzione di "zone franche" tra terreni Ogm e non, considerate invece dalla commissione Ambiente "non sufficienti". Adesso il Parlamento europeo dovrà esprimersi complessivamente nella sessione plenaria del 9 giugno a Strasburgo. Essendo un procedimento legislativo in "codecisione", il Parlamento europeo dovrà trovare un accordo con il Consiglio Ue, l’istituzione europea che rappresenta gli interessi degli Stati membri.

Normativa e situazione attuale – Allo stato attuale, due tipi di prodotti Ogm possono essere coltivati in Europa: la prima tipologia di mais (MON810) è stato autorizzato nel 1998 e la seconda, la cosiddetta "patata Amflora", nel marzo 2010 ma solo per uso industriale. Ad oggi più di 10 altri prodotti Ogm hanno già iniziato la procedura d’autorizzazione Ue. Gli stati membri possono solamente porre restrizioni circostanziate alla coltivazione Ogm all’interno dei propri confini, dal momento che le licenze Ue rilasciate sono valide in tutti i 27 Paesi membri. Alcuni Stati, come Austria, Ungheria, Francia, Germania, Grecia e Lussemburgo hanno già messo al bando il MON810, e Austria, Lussemburgo e Ungheria hanno già annunciato alla Commissione di voler proibire la patata Amflora.

Reazioni – Soddisfatta l’eurodeputata francese liberale Corinne Lepage responsabile del rapporto per la commissione Ambiente: "Si tratta di un chiaro segnale del Parlamento a Commissione e Consiglio: l’attuale sistema europeo di autorizzazione va mantenuto ma agli stati membri deve essere data la possibilità di restringere o vietare gli Ogm per motivi d’impatto agricolo e ambientale così come socio-economici correlati ad eventuali contaminazioni di altre colture".

Anche Greenpeace Europe ha accolto favorevolmente il voto del Parlamento che "ha rafforzato la precedente debole posizione della Commissione dando ai Paesi Ue il giusto diritto di proibire la coltivazione di Ogm". "Senza i motivi ambientali", ha commentato Stefanie Hundsdorfer, policy advisor Agricoltura di Greenpeace, "il diritto nazionale di proibire gli Ogm sarebbe stato troppo debole ed esposto alle pressioni delle compagnie produttrici".

Proprio dai produttori di organismi geneticamente modificati arrivano infatti le critiche. Il Direttore di EuropaBio, Carel du Marchie Sarvaas, giudica la proposta di dare ai governi "carta bianca nel mettere al bando Ogm sicuri e certificati a livello europeo irrispettoso dei bisogni e del volere dei coltivatori". Altre aziende produttrici, hanno posto il problema della compatibilità di un simile provvedimento con le disposizione dell’Organizzazione del Commercio Mondiale.

di Alessio Pisanò

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