OGM. La Commissione Agricoltura del Pe vota contro “tolleranza zero” nel biologico

BRUXELLES. La commissione Agricoltura del Parlamento europeo, con il sostegno anche dei deputati verdi, ma non degli italiani, ha approvato oggi la proposta della Commissione Ue che mira a superare l’attuale ‘tolleranza zero’ introducendo negli alimenti biologici una soglia di tolleranza della contaminazione da Ogm fino allo 0,9%, equiparando quindi le norme sulla presenza accidentale di Ogm applicate all’agricoltura convenzionale con quelle dell’agricoltura biologica.

Dopo la commissione Agricoltura, dovrà esprimersi ora la Plenaria dell’Europarlamento, che voterà il rapporto probabilmente a fine marzo a Bruxelles, oppure nella sessione di Strasburgo di fine aprile.

Durante il voto di oggi, è stato bocciato (con 23 voti contro 14) un emendamento ispirato dalle organizzazioni ambientaliste (e in particolare da Legambiente) che avrebbe escluso dal biologico l’applicazione di qualunque soglia di tolleranza del transgenico. Non è passato neanche (27 voti contro 11) un altro emendamento presentato dai deputati italiani Angelilli e Foglietta, di An, che avrebbe invece fissato la soglia allo 0,1% (equivalente allo "zero tecnico", perché al di sotto di questo limite i risultati analitici non sono considerati probanti). La soglia di tolleranza, va precisato, riguarda solo la contaminazione accidentale di materiale transgenico, e non l’uso volontario di Ogm nell’agroalimentare biologico

E’ stato rafforzato il divieto di designare come biologici i prodotti che contengono o che sono derivati da Ogm. Secondo l’emendamento approvato con 22 voti contro 15, il divieto dovrebbe colpire anche gli alimenti per i quali esista la prova di una contaminazione da Ogm.

Il PE diviso. La proposta della Commissione, che se approvata dal Consiglio e dal Pe introdurrebbe negli alimenti biologici una soglia di tolleranza della contaminazione da Ogm fino allo 0,9%, ha provocato un’inedita frattura nel fronte politico ‘ambientalista’ del PE.

I Verdi al Parlamento europeo, nella loro componente maggioritaria franco-tedesca, sostengono l’introduzione di questa soglia accettabile di contaminazione transgenica (se accidentale) nei prodotti biologici, e sposano dunque le ragioni dei distributori del ‘biologico di massa’, e dei bio produttori nordeuropei, e persino le argomentazioni dell’industria biotecnologica, secondo cui non c’è ragione di imporre soglie di tolleranza diverse ai due distinti settori agroalimentari.

La loro tesi è semplice: il biologico deve essere di massa, e quindi poco caro e accessibile a tutti; l’agricoltura bio deve poter competere con quella ‘convenzionale’ (che fa massiccio uso di pesticidi e fertilizzanti chimici), tanto da tendere, a termine, a sostituirla integralmente; l’agroalimentare biologico, dunque non deve essere sovraccaricato di costi che ne ostacolerebbero la competitività, rischiando di marginalizzarlo nella categoria dei prodotti di nicchia o di lusso. E siccome applicare al bio una soglia di tolleranza degli Ogm più rigorosa di quella in vigore per i cibi convenzionali comporterebbe sicuramente un sovraccosto, si spiega il paradosso della posizione dei Verdi. E’ una logica, tuttavia, che non tiene nessun conto di ciò che vogliono i consumatori (disposti a comprare gli alimenti bio anche se costano di più, perché si attendono che siano esenti non solo da prodotti chimici, ma anche da Ogm).

Dall’altra parte della barricata stanno gli europutati della sinistra (Pse e comunisti) e una parte dei liberaldemocratici, che difendono invece la ‘tolleranza zero’ per gli Ogm nel settore bio, secondo le aspettative dei consumatori, le posizioni dei produttori biologici dei paesi del Sud Europa (con Italia e Austria in testa) e le rivendicazioni delle organizzazioni ambientaliste: l’italiana Legambiente (attivissima su questo tema) e, più timidamente del solito, Greenpeace, Friends of the Earth.

Per maggiori info consultare il sito della commissione Agricoltura del PE

 

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