OGM. Legambiente e UNAAPI lanciano allarme: alveari contaminati

Uno studio di Legambiente e dell’Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani (UNAAPI) ha messo in luce come alcuni campi coltivati a Ogm arrivino a contaminare alveari situati oltre la distanza di isolamento di 50 metri prevista per legge. Questo accade a Lussas, in Francia, dove secondo i dati raccolti dai laboratori, la contaminazione tramite polline si estenderebbe per ben 3 km di distanza da un campo di mais Ogm oggetto dell’indagine.

In particolare, i sei alveari esaminati hanno dato polline con concentrazioni di ogm tra lo 0,55 e l’1%, oltre la soglia stabilita per legge (0,9%). Secondo le due associazioni questi dati dimostrano la non efficacia della misura di isolamento di 50 metri prevista dall’Unione europea tra i campi coltivati a ogm e non.

Le coltivazioni geneticamente modificate comportano gravi conseguenze di forte impatto ambientale ed il risultato è che una certa concentrazione ogm arriverebbe a coinvolgere il processo di impollinazione, colpendo di conseguenza la fauna impollinatrice e gli stessi prodotti dell’apicultura. Occorre dunque intraprendere studi specifici, seri e indipendenti – concludono Legambiente e UNAAPI, entrambe aderenti alla Coalizione Liberi da Ogm – che liberino il miele e i prodotti dell’apicoltura dai sospetti contaminazione, in modo da poter rassicurare i consumatori europei.

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